Sicurezza
Sofia, sfumano le possibilità di cura
Il Tribunale di Livorno ha respinto il reclamo per proseguire le infusioni
LIVORNO. «Questa sentenza era particolarmente importante - dice Caterina Ceccuti - perché poteva riportare la nostra Sofia ai primi posti tra coloro che potranno accedere alla terapia con le staminali, una volta concluso il percorso relativo al sequestro». Questo il commento a caldo di Caterina Ceccuti, la mamma di Sofia De Barros, la piccola di 5 anni simbolo della lotta per le cure compassionevoli. Parole che arrivano dopo che ieri il Tribunale di Livorno ha respinto il reclamo presentato dai genitori della piccola Sofia contro l'ordinanza che aveva dichiarato inammissibile l'istanza in cui si chiedeva fossero presi tutti i provvedimenti per la prosecuzione delle cure alla bambina e fosse nominato un ausiliare del giudice.
Una sentenza pesante quella di ieri che quindi potrebbe mettere la parola fine alle speranze di curare Sofia con le cellule staminali. Non solo, la famiglia De Barros è stata anche condannata al pagamento delle spese processuali.
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