La manifestazione
Ore di attesa al pronto soccorso, proteste
Lamentele al pronto soccorso di Cecina. Cittadini e turisti, costretti ad aspettare anche 12 ore, chiamano anche i carabinieri
«Mio padre è arrivato alle 12,45 e il medico lo ha visitato solo alle 21,30. Poi è stato dimesso alle 1,27 di notte». Oltre dodici ore di attesa, che pesano, come spiega Silvia Morra, che il 2 settembre era al pronto soccorso insieme ad altre decine di cittadini e turisti increduli.
Nella tarda serata, nella sala di attesa e davanti al pronto soccorso cittadino si sono creati capannelli di cittadini increduli. Quella trascorsa è stata una giornata che descrivono come incredibile, perché passata quasi interamente ad aspettare davanti al pronto soccorso.
C’è chi ha trascorso la giornata sulle poltroncine della sala di attesa e adesso è davvero nervoso. «Anche perché - ripetono in coro - in molti casi gli infermieri non danno neanche informazioni sulle condizioni dei malati, e non ci fanno entrare». Ancora più esasperata una coppia di turisti di Trento, che mette in evidenza le differenze abissali tra la sanità cecinese e quella del capoluogo trentino. Cittadini e turisti, che presi dall’esasperazione hanno anche telefonato ai carabinieri per chiedere il loro intervento, ripetono più volte la necessità di «incrementare il personale sanitario e infermieristico, anche perché è giusto che vengano fatte passare avanti le urgenze ma non è pensabile che gli altri pazienti, che comunque hanno patologie, e anche i loro parenti vengano lasciati in attesa per tutta la giornata
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