Il Tirreno

Niente tuffi: tre divieti nel mare di San Vincenzo

di Manolo Morandini
Niente tuffi: tre divieti nel mare di San Vincenzo

Le analisi Arpat evidenziano parametri elevati di batteri fecali. Russo: «Dati influenzati dalla pioggia in corrispondenza delle foci dei fossi»

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SAN VINCENZO. Quattro punti di prelievo e altrettanti sforamenti dei parametri di balneazione. Niente tuffi in corrispondenza delle foci dei fossi delle Prigioni, Renaione e delle Rozze. Questa è la linea imposta all’amministrazione comunale a fronte di parametri che misurano la qualità delle acque nel tratto di mare che bagna il litorale dall’altezza di via del Tirreno fino a viale Marconi. Il superamento dei valori di legge dei batteri fecali è già evidente a 24 ore dall’inizio delle analisi, che per legge hanno una durata di 48 ore. E così in scia all’ordinanza 191 emessa lunedì 1 settembre e revocata da un secondo atto lo stesso giorno nel tardo pomeriggio del 2 settembre arriva la terza che non può far altro che riconoscere l’evidenza. Problemi, non solo all’altezza della centrale di sollevamento di via del Tirreno, dove lunedì i liquami sono finiti in strada, nell’alveo del fosso delle Prigioni ed evidentemente anche in mare. Ma su un fronte che da quel fosso arriva fino a nord dell’area portuale.

L’assessore all’ambiente Antonio Russo non ha dubbi: «Si tratta di dati puntuali su campioni prelevati alle 9 del mattino dai tecnici dell’Arpat, mentre i fossi stavano scaricando a mare la pioggia delle ore precedenti. Abbiamo attivato la procedura di inquinamento straordinario e questa mattina (mercoledì 3 settembre) Arpat farà nuovi prelievi di acqua. I nuovi risultati sono attesi per domani o al più tardi venerdì».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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