La manifestazione
«L’unione dei Comuni non è un carrozzone e vi spiego perché...»
Intervista a Federico Lucchesi, confermato presidente dei Colli pisani. «Ora dobbiamo far collaborare il personale»
CASTELLINA. É un percorso di aggregazione che riguarda 5000 Comuni in tutta Italia, milioni di cittadini e circa 70000 dipendenti. Ma è una rivoluzione silenziosa.
«Se c'è una cosa che mi colpisce è proprio il fatto che non se ne parli - dice Federico Lucchesi, presidente dell'Unione dei Colli Marittimi Pisani dal gennaio scorso - l'Unione è un passaggio notevole e noi ci stiamo proprio nel mezzo: è ormai un processo complesso ed irreversibile che può soltanto evolvere. Una svolta epocale perché cambia il governo del territorio in modo radicale e dovremo essere in grado di governare questo cambiamento».
Istituita nel novembre 2011 tra i Comuni di Casale, Castellina, Guardistallo, Montescudaio e Riparbella ha una popolazione di circa 8000 abitanti ed è una delle prime Unioni della Regione Toscana. «Pur essendo ancora una fase costituente abbiamo fatto da apripista ed è proprio l'Associazione nazionale dei Comuni Italiani a riconoscerlo», precisa Lucchesi.
Che idea si è fatta la gente dell'Unione e quale dovrebbe avere?
«Capisco che non sia facile accettare un cambiamento così importante dal punto di vista culturale. I cittadini hanno l'impressione che queste Unioni siano "carrozzoni" quando in realtà le cariche politiche che rivestiamo sono a titolo gratuito mentre gli incentivi che ricadono sulla collettività sono notevoli. L'Unione per definizione è un ente di secondo livello capace di produrre sinergie di particolare rilevanza e di programmare servizi di qualità a beneficio dei cittadini e delle imprese. Unione come luogo di mediazione dove ogni amministratore porta le proprie esigenze ed il cui scopo è arrivare a soluzione condivise o quantomeno mediate».
Qual è lo stato dell'Unione?
«Il nostro processo di unificazione è avanti e noi siamo in regola con tutti gli adempimenti. Le funzioni che gestiamo in forma associata sono già molte e riguardano l'Istruzione, la Polizia municipale, la Pianificazione Urbanistica, la Protezione civile, la Statistica, i Tributi e il Personale: solo una rimarrà ai Comuni e cioè l'Anagrafe.
«Si tratterà di una competenza residuale che renderà i Comuni organi meramente politici. Ad oggi sono strutture inadeguate ad espletare tutti i compiti che gli sono stati attribuiti».
Che cosa l'ha portata a presentare le dimissioni, poi respinte, e ad accettare di nuovo l'incarico di presidente?
«Una serie di obiettivi disattesi mi hanno spinto a dimettermi. In particolare il cambio di alcune Amministrazioni ha trasferito la discussione su punti che ritenevo ormai assodati.
Mi è sembrata una retromarcia da parte di alcuni ed invece altro non è stata che una discussione a livello politico, quella discussione che tanto è mancata in alcune fasi e che invece è propedeutica. Il mio gesto ha indotto al documento dei sindaci, alla mia rielezione e alla nomina degli assessori: tutte cose che hanno dato nuovo impulso, obiettivi chiari e impegni precisi».
Quali saranno le conseguenze per il personale dei cinque Comuni?
«Il percorso dell'Unione è iniziato coinvolgendo i sindacati e firmando con loro un accordo. Si tratterà di mettere insieme il personale di cinque Comuni nonostante le differenze dei fondi di produttività, degli orari e di tutto il resto.
É inevitabile che i dipendenti comunali saranno messi a confronto e spinti a dover lavorare insieme, per loro occorreranno più competenze e quindi una formazione specifica. L'Unione comporterà la perdita di alcune posizioni amministrative: si tratterà di una riduzione dei responsabili dei servizi che avrà senza dubbio conseguenze economicamente importanti».
Quali saranno i prossimi impegni?
«In questa fase l'obiettivo è il funzionamento dell'Unione. Sono state convocate due riunioni operative per delineare il lavoro dei prossimi mesi.
La prima è in programma il 12 settembre a Montescudaio con il Personale dipendente mentre l'altra è fissata per il 18 a Riparbella con i presidenti delle Commissioni che incontreranno la Giunta per fare il punto della situazione circa il percorso di organizzazione dell'Unione».
Lorenzo Creatini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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