Il Tirreno

La trielina avanza e minaccia Cecina

di Manolo Morandini

La Regione avvia la seconda fase del piano di bonifica ma Comune, Asl 6 e Provincia chiedono di accelerare i tempi

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CECINA. «È urgente arrivare a chiudere la bonifica per aggredire la sorgente secondaria di contaminazione, perché preoccupa l’inquinamento della falda sotterranea per gli usi potabili a Cecina». Lo ripetono i tecnici della Provincia di Livorno, dell’Azienda sanitaria 6 e del Comune di Cecina presenti al tavolo della conferenza dei servizi con cui è stato dato il via libera al progetto che prevede l’installazione di una sorta di maxi aspiratore per estrarre e trattare i gas di trielina e percloroetilene presenti nel sottosuolo, al di sopra del livello di falda.

C’è da mettere in sicurezza l’acqua che scorre sotto Montescudaio e Cecina (Ladronaia, Peep, stadio, villaggio scolastico, pomodorificio, San Vincenzino), a fronte di un inquinamento che dall’area di Poggio Gagliardo, circa 28mila metri quadrati, si sta spostando verso la piana. A metterlo in luce sono le concentrazioni di tetracloroetilene e tricloroetilene ai livelli di guardia che emergono dall’attività di monitoraggio di Arpat. E quei gas sono una minaccia concreta. Il progetto prevede anche la bonifica di un’ex cisterna di idrocarburi.

Il nuovo impianto. Numerosi i punti di estrazione dei gas interstiziali, cioè che si trovano nel sottosuolo e che sono il risultato delle miscele di idrocarburi alifatici clorurati dovuti all’inquinamento rilasciato da alcune attività industriali, la lavanderia industriale La Rapida (chiusa nel 1980) e la conceria Massini (fallita nel 1995). Verrà messa in esercizio, infatti, una rete di quindici postazioni, in parte già realizzate, ciascuna con due pozzi a profondità diverse. E tutti collegati all’impianto di trattamento dei vapori aspirati dal sottosuolo Sve, ovvero Soil vapour extraction, che consentirà di diminuire la concentrazione delle sostanze contaminanti imprigionandole in filtri a carboni attivi. L’impianto sarà installato nel parcheggio del centro commerciale, a lato della curva in ingresso. L’idea di base è quella di alternare l’aspirazione dei vapori dai pozzi superficiali, a meno 15 metri, e profondi (a meno 20 metri), fino alla portata massima di trecento metri cubi all’ora da un singolo pozzo. Con una previsione di mantenere in esercizio l’impianto per almeno cinque anni, con il fermo durante le ore notturne per abbattere l’inquinamento acustico.

L’esperienza pilota. Nel piazzale antistante l’ex lavanderia La Rapida è stato testato per quaranta ore un impianto pilota Sve da cui è emerso che l’aspirazione dei gas da ciascun pozzo ha un raggio di influenza di circa 30 metri. Da qui l’idea di una serie di pozzi distribuiti in modo da coprire l’intera area da bonificare, quei 28mila metri quadrati su cui insiste anche il centro commerciale realizzato nell’area della ex-Conceria Massini tra il 2008 e il 2009.

“L’efficacia del trattamento è confermata dalle altissime concentrazioni di tricloroeltilene e percloroetilene riscontrate nell’aria estratta durante i test. Viceversa non si è riscontrato impatto sulla prima falda”. Scrivono i tecnici al termine del test. E a dimostrazione dell’efficacia del trattamento: “Si è avuto un recupero di 56 grammi all’ora in media”.

I sistemi di sicurezza. L’aria aspirata dai pozzi verrà trattata nell’impianto Sve con una serie fi filtri prima di essere liberata in atmosfera. Un filtro per la condensa del vapore acqueo e uno doppio a carboni attivi per trattenere i gas tossici. In particolare, di quest’ultimo ne verranno montati due, ma funzioneranno l’uno in sostituzione dell’altro. All’uscita dell’aria filtrata, in testa al camino, un sistema di rilevamento degli inquinanti sarà tarato, invece, per bloccare l’impianto in caso di malfunzionamento. Insomma, il rilascio dei solventi nell’aria dovrebbe essere scongiurato. Il tutto sarà telecontrollato da remoto, ma sono previsti anche sopralluoghi periodici. Inoltre, sono previsti dei controlli periodici della qualità dell’aria negli ambienti chiusi, sia commerciali, artigianali che nelle abitazioni, all’interno del perimetro dell’area da bonificare.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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