Gioco
Divieto di balneazione l’ordinanza lampo revocata in poche ore
S. Vincenzo, in tilt la stazione di sollevamento in via del Tirreno Sversati liquami in strada e nell’alveo del fosso delle Prigioni
SAN VINCENZO. Un’ordinanza di divieto temporaneo di balneazione, come era accaduto una ventina di giorni fa, è stata emessa ieri, in tarda mattinata, in via cautelativa, presso il fosso delle Prigioni per un guasto alla stazione di sollevamento della rete fognaria di via del Tirreno a San Vincenzo. A seguito del temporale avvenuto nella notte tra domenica e lunedì, alcuni liquami sono stati sversati in mare. Tutto come 20 giorni fa? No. Mentre il Comune, il 10 agosto scorso, ha atteso come da prassi i risultati di Arpat per la revoca dell’ordinanza, in questo caso ’ tecnici dell’Agenzia non sono stati fatti intervenire e si è deciso, nella stessa serata di ieri, di revocare l’ordinanza.
Un mistero, visto che l’ordinanza (la numero 191) conferma “…lo sversamento di liquami nel fosso stesso e da questo in mare”, per cui è stato rilevato che “…possono esservi gravi rischi per la salute dei bagnanti”. Per questo era stato emesso il divieto, nelle aree di balneazione comprese tra i 50 metri a sud e a nord a partire dall’asse della foce fosso. L’iter da seguire, in questi casi, è chiaro: il Comune avrebbe dovuto chiamare Arpat e quest’ultima avrebbe dovuto dire, in base alle analisi dei campioni, se l’ordinanza doveva essere revocata o meno. Ma non è andata così.
Antonio Russo, assessore all’ambiente, al porto e ai lavori pubblici, ci ha detto che «scomparse le cause, l’ordinanze decade». Asa Spa ha aspirato i liquami dal fosso, è vero. Ma quelli andati in mare? Il fatto che le cause siano scomparse non significa che i liquami non siano finiti in mare. Nessuna autorità preposta, quindi, ha verificato la situazione delle acque. Una decisione diversa in tutto dal giusto iter compiuto dal Comune il 10 agosto scorso.
C’è da rilevare che il blocco è stato causato ancora una volta, stando a ciò che Asa ha riferito agli uffici comunali, dal cattivo funzionamento della centrale elettrogena. Russo si è recato ieri mattina sul posto e, dopo aver contattato Asa, ha deciso di inviare una lettera all’azienda a cui chiedere una riunione sull’accaduto. «Se come ha detto Asa – dice Russo – il cattivo funzionamento delle pompe si deve ancora una volta all’elettricità, mi chiedo come mai ciò accada in questa stazione di sollevamento mentre nelle altre non si verificano casi del genere, o almeno non con questa frequenza. Qualcosa non torna. Asa, dopo il caso del 10 agosto, ha rifatto il piano e il muro di cinta, innalzando la rete, ma se ha messo mano anche all’impianto, non lo ha fatto di certo in modo soddisfacente». Che conclude: «Abbiamo deciso di scrivere una lettera ad Asa richiedendo all’azienda una riunione per risolvere i problemi definitivamente».
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