Finanza
Per una sera tutti "Re della strada"
San Vincenzo, ecco il torneo che fa riscoprire ai bambini i giochi all’aperto con bibite, dolci e premi. Genitori e nonni fanno i raccattapalle
SAN VINCENZO. «Fermi!». I ragazzini si fermano. Passa un signore diretto ai cassonetti per gettare l’immondizia. Anche il cronometro è fermo. «Via!». Il signore è passato: Lorenzo Ferrari dice che si riparte. Dribbling, scartato, di sponda, gol. «Di spondina non vale!», tuona Lorenzo. Le regole della strada sono ferree. Gol annullato. Rinvio: bordata pazzesca e palla nel garage. C’è da scavalcare il cancello: cronometro fermo.
Lorenzo Ferrari ha preparato tutto per questa quinta edizione del torneo “Re della strada”, che come ogni anno si è svolto il 14 agosto in una traversa di via del Castelluccio a San Vincenzo: tabellone, gironi, classifiche. La moglie Luisa ha preparato bibite e dolci sul tavolo. Eh sì, perché è il compleanno del figlio Tommaso, e la festa è il rituale torneo.
Il nonno di Tommaso è dietro la porta che dà sulla strada, pronto a bloccare il pallone. Dall’altra parte, i raccattapalle sono i padri di Riccardo, Alessandro, Simone, Ippo, Davide, e altri, villeggianti di Firenze e Milano, diventati amici (come i loro figli) grazie ai tornei di calcio per strada. Sul muretto di casa Ferrari ci sono mamme, fratelli e sorelle dei mini-giocatori: tutto esaurito nello stadio improvvisato.
Gli abitanti della via vengono a vedere, e per un paio d’ore i bambini lasciano a casa tablet, cellulari e Nintendo: stop, si torna indietro nel tempo. Partite due contro due di tre minuti l’una: ci sono tra le altre Belgio, Germania, Brasile, Argentina, Italia.
Samuel ha la maglia di Balotelli, Mattia di Messi, Tommaso di Gervinho, Francesco del Chelsea, Pupo della… “Sagra della pappardella”. E Sirio... Sirio e la coppa. Sirio è in finale. L’incontro finisce ai rigori. Perde. Premiazioni: a Sirio e al compagno va la bella coppa per il 2º posto. Una coppa per due. Nella confusione dei festeggiamenti, con parenti e amici in campo, il compagno di Sirio, quatto quatto, sparisce con la coppa. Tutti a cercarlo. Ma lui è andato in casa, lì nella via. «Hey, Sirio, la tengo io e prima di tornare a Firenze te la do», gli dice. Sirio non sembra convinto. A confermare i suoi dubbi, arriva l’amico Diego ridendo: «Siriooo! Te l’ha bell’e ridata! Fagli la foto, vai!». Ma la coppa la riavrà a settembre. È sicuro.
Sbaglia il rigore decisivo delle semifinali, poi anche quello decisivo della finale per il 3º posto. L’avrà presa bene? No. Samuel non l’ha presa molto bene. A denti stretti, va a dare la mano a tutti e s’allontana in un monologo irripetibile. Poi Lorenzo Ferrari gli dà la notizia che è il capocannoniere del torneo. Improvvisamente, per Samuel lo sport è amicizia e fratellanza. Perché, come diceva l’inesistente fratello gemello di De Coubertin, “l’importante non è proprio proprio partecipare...suvvia, non siamo ipocriti”.
Ma la realtà è che anche chi non ha vinto si è divertito un mondo. In campo vanno Mattia e Tommaso, fratelli contro. Il primo ha nove anni, il secondo dodici. La partita, a un tratto, non si mette bene per la squadra di Mattia (che vincerà il torneo e avrà in Alessandro, di Milano, il miglior giocatore). Quindi, che si fa? Tommaso è in contropiede, sta per segnare: clamoroso sgambetto da dietro, Tommaso rotola sul cemento e si lamenta, Mattia con la faccia da angioletto. Alla fine, vincono Mattia e Alessandro. Chissà cosa avrà detto Tommaso al fratello quando sono arrivati a casa...
Questi ragazzini potrebbero essere la Compagnia dei Celestini. Ma in realtà sono i Re della strada. Quelli che aspettano la spondina fortunata, quelli che «aspetta, passa gente», quelli che «ma passami la palla!», quelli che alla fine si ritrovano al tavolo di casa Ferrari per eleggere il miglior giocatore. Quelli che si mettono in posa come Ibra, Neymar o Messi. Quelli che se non ci fossero bisognerebbe inventarli. E giocare per strada è una delle eredità più belle che noi adulti abbiamo lasciato loro.
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