Sicurezza
In arrivo bollette del gas gonfiate
San Vincenzo, consumi reali al 30 giugno non corrispondono a quelli quantificati da Asa Trade
SAN VINCENZO. «Nella bolletta Asa Trade arrivata in questi giorni, relativa al consumo di metano fino al 30 giugno, il dato dei metri cubi è superiore a quello che segna il mio contatore alla fine di agosto». È ’amara scoperta di una sanvincenzina, a cui hanno fatto seguito altre segnalazioni analoghe, per non dire identiche. E il tutto nella fattura che segna il passaggio dalla gestione Asa Trade a Eni, che nel 2013 ha acquisito l’azienda livornese.
Com’è possibile? Un ragazzo, che stava effettuando la lettura (per conto di Eni) del contatore presso l’abitazione di uno dei segnalatori del problema nei giorni scorsi ha rilevato quest’anomalia, visto che le letture risultavano più basse rispetto a quelle effettuate il 1° luglio scorso. Il 1° luglio scorso, però, a casa della signora (che ha il contatore sul terrazzo e deve quindi aprire al personale) nessuno è entrato ad effettuare la lettura. Quindi, come stanno le cose? Perché per conto di Eni? Che fine fanno i soldi che gli utenti pagano in più? Innanzitutto, il ragazzo effettuava la lettura per conto di Eni perché Asa Trade è stata acquistata da Eni nel 2013. Per sapere, tuttavia, che fine faranno i soldi in più pagati dagli utenti, abbiamo parlato con Alessandro Masoni, responsabile del Movimento Consumatori per la Toscana.
«Si tratta di inesattezze nelle rilevazioni – spiega Masoni – che si ripetono con frequenza, e non solo nel caso di Asa Trade o Eni. In pratica, queste privatizzazioni all’italiana hanno fatto sì che non sia l’azienda al servizio del consumatore, ma il consumatore al servizio (gratuito) dell’azienda. È prassi comune, infatti, che le rilevazioni non vengano effettuate mai o quasi mai. Ed ecco perché nessuno è entrato a casa della signora lo scorso 1º luglio a leggere il contatore. Le fatture e le bollette vengono redatte attraverso stime dei consumi medi dell’utente negli ultimi mesi o nell’ultimo anno, oppure attraverso l’autolettura da parte dell’utente, che deve spesso comunicarla all’azienda attraverso l’uso del web, con grandi problemi per gli anziani che non sono in gran parte usi alla tecnologia».
Per Masoni non ci sono dubbi. «La legge è chiara: le bollette contenenti dati palesemente inesatti devono essere rettificate, perché ognuno deve pagare per ciò che consuma – dice –. L’utente può contestare la fattura inviando un fax all’azienda (il fax ha valore giuridico) chiedendo rettifica della fatturazione». Che conclude: «La rettifica della fatturazione di solito viene effettuata scorporando il denaro pagato in più dalla bolletta successiva. Altrimenti, potete rivolgervi agli sportelli del Movimento consumatori, che può essere contattato al numero 328 3395944 o agli indirizzi e-mail cecina@movimentoconsumatori.it e ale.masoni@tin.it».
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