Il Tirreno

Cattivi odori, nuove proteste a Marina

di Divina Vitale
Cattivi odori, nuove proteste a Marina

Castagneto, i disagi segnalati da chi abita nella zona del Seggio. Per gli uffici del Comune il depuratore è in regola

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MARINA DI CASTAGNETO. Siamo a fine stagione ma certi malcontenti non si placano. È il caso delle lottizzazioni in zona Seggio e via delle Palme a Marina di Castagneto che da anni lottano contro il maleodore e gli sversamenti anomali nei fossi: il primo fattore era dovuto al mancato ampliamento del depuratore che, in piena stagione e con il grande afflusso turistico, non riusciva a funzionare a regime. Dopo anni di petizioni, richieste, proteste e analisi di Arpat, la criticità, almeno per il Comune è rientrata. Dal 2012, come testimoniano dall’ufficio ambiente: «L’impianto è stato ampliato e non sono più pervenute segnalazioni».

La protesta. Le proteste continuano. E si aggiungono altre problematiche quali quelle «della mancata pulitura dei fossi – come spiegano i lottizzanti – che provoca marciume con presenza di ratti lungo i fossi e zone putride» ma anche le vacanze definite «selvagge e poco rispettose dei camperisti». Ad uscire allo scoperto stavolta è Alessio Gori, villeggiante in via del Seggio, dei nuovi lotti, dove ha acquistato casa da tre anni. «L’anno scorso – racconta – ho promosso una raccolte di firme, mi sono impegnato in prima persona per cercare una soluzione, ma niente. Nessuno interviene, d’altronde siamo in vacanza e vorremo non stressarci troppo, almeno qui. Il pensiero è che restiamo qualche mese, quindi le lamentele sono circoscritte, ma la casa l’abbiamo pagata e cara, paghiamo l’Imu e non è giusto questo trattamento».

La storia. La questione va avanti da anni, nel 2008 iniziarono le prime proteste sonore, ed i 400 appartamenti nuovi non erano stati terminati. Asa rispondeva che «il depuratore funzionava a regime, l’unico problema, semmai, arrivava dal fosso», il Seggio che nei periodi di piena si apre a mare. Si adduceva che vi fossero presenti scarichi di fognatura non allacciati alla rete pubblica. L’arcano non è mai stato risolto e l’amministrazione comunale precedente ha sempre rimandato la soluzione del problema all’intervento economico che doveva arrivare dai privati, stipulato per contratto con le ditte appaltatrici del piano di lottizzazione Olmaia. Questi avrebbero contribuito alla realizzazione dell’ampliamento del depuratore. Nel mezzo però ditte costruttrici fallite e contratti in mano ai giudici. La situazione sembrava migliorata dopo l’intervento dell’amministrazione con Asa quando la pompa di sollevamento di via della Tracina, la più problematica, fu chiusa ermeticamente con tappi in Pvc sigillanti.

Il punto. Per il Comune la protesta appare un po’ anacronistica. «Queste lamentele potevano avere un fondamento fino a circa sette o otto anni fa», sostengono i responsabili dell’ufficio ambiente –. La collaborazione con Asa, oggi, permette un’azione efficiente e costante».

Dalle stanze del municipio si ricostruisce la vicenda. «Nel 2012 con l’ampliamento del depuratore, attraverso il finanziamento di Asa e delle nuove lottizzazioni – sostengono –, non c’è stato più bisogno di misure straordinarie: l’impianto funziona a moduli, per cui se c’è maggior afflusso di refluo ne aumentano la potenza. Per quanto riguarda le accuse mosse per gli odori è probabile che in alcuni momenti della giornata, quando sale troppo la temperatura, ci possano essere delle esalazioni maleodoranti, ma è da tempo che non arrivano segnalazioni in ufficio. Infine, per l’inadeguatezza degli impianti, poiché hanno un’autorizzazione provinciale rilasciata da pochi mesi, è fuori dubbio che stiano operando a termini di legge: è probabile che le punte stagionali possano creare dei ritardi nell’attivazione dei moduli, ma la competenza e l’attenzione di Asa su questo tema è costante».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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