Attenzione
Cantiere sequestrato, spuntano i volantini
San Vincenzo, nei manifesti si chiede l’abbattimento della struttura realizzata nel bosco dei Lecci
SAN VINCENZO. “Ecomostro, ma che schifo è questo?!!”. E ancora: “Per quanto tempo ci tocca vederlo ancora in piedi?!!”, “Che togliete di mezzo ‘sta bruttura?!!”. Sono i cartelli (l’ultimo è scritto in un dialetto che ricorda il fiorentino) che sono stati attaccati da sconosciuti intorno alla recinzione che separa lo stradello che conduce alla spiaggia dall’area in cui giace la palazzina abusiva nel bosco di pertinenza dell’hotel “I lecci”. Riesplode quindi, dopo oltre due anni di silenzio, la protesta contro la “Torretta”, destinata in origine al guardiano dell’hotel, situata nel bosco di via della Principessa, a pochi metri dalla spiaggia.
A risvegliare gli animi, da tempo sopiti, degli anonimi autori dell’eclatante gesto, è stata la recente decisione dell’amministrazione comunale di metter mano alla richiesta di riqualificazione della Torretta avanzata tempo addietro dalla proprietà della struttura (facente capo all’ingegnere milanese Augusto Ferrero). Una pratica rifiutata da tutti i tecnici municipali interpellati, e finita in mano, direttamente consegnata dal sindaco Alessandro Bandini, al segretario generale del Comune Lucio d’Agostino, il quale a sua volta ha deciso di avvalersi della consulenza tecnica dell’architetto (dipendente del Comune di Cecina) Marco Baggiani.
Niente si sa, al momento, della situazione dell’indagine, in corso da circa tre anni della Procura di Livorno che vede nel registro degli indagati, oltre alla proprietà e alla ditta costruttrice, anche i dipendenti comunali Andrea Filippi e Daniele Bettini, per entrambi l’ipotesi di reato è abuso d’ufficio. Nell’aprile 2011 fu la Forestale di Venturina a denunciare reati di tipo edilizio e ambientale, con la duna e il bosco gravemente offesi. La palazzina, di cui doveva essere recuperata la superficie esistente, ovvero 46 metri quadrati, fu costruita (a partire dal novembre 2010) aumentandone la superficie a circa 150. Esiste un’ordinanza comunale di demolizione della palazzina risalente al 2011 (mai messa in atto) oltre all’indagine di carattere penale che si aggiunge al sequestro stesso della palazzina.
In mezzo a questa intricata matassa è giunta la richiesta della proprietà a cui fa seguito la determina dirigenziale che prevede di prendere in esame la possibilità di riqualificazione del manufatto. Nell’estate del 2011, nel pieno della protesta contro il cosiddetto “ecomostro”, fu la zona pedonale sanvincenzina ad essere tappezzata di cartelli che chiedevano la demolizione del manufatto. Furono il comitato e il blog anonimi “Robin San” e “San Vincenzo lavori in corso” a denunciare la costruzione della palazzina nel bosco.
Paolo Federighi
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