Il Tirreno

Vigili urbani, già 15 verbali per i venditori abusivi

di Paolo Federici
Vigili urbani, già 15 verbali per i venditori abusivi

Merce contraffatta, parla il comandante della polizia municipale Nassi Cresce il malcontento sulle spiagge: «E’ aumentato il numero degli ambulanti»

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SAN VINCENZO. Una quindicina di verbali, alcuni dei quali per merce contraffatta, ai venditori ambulanti sulle spiagge sanvincenzine dall’inizio dell’estate ad oggi. Il dato, fornito dal comandante della Polizia municipale locale, Claudio Nassi, non pare di notevoli dimensioni. Ma in realtà trae in inganno, perché è inversamente proporzionale alla crescita numerica dei venditori ambulanti sulla spiaggia. Secondo Nassi, infatti, i venditori sulle spiagge locali sono più che raddoppiati rispetto allo scorso anno. Il comandante dei vigili urbani parla di controlli difficoltosi per i limiti che le leggi impongono. Intanto la rabbia contro i venditori ambulanti sulla spiaggia cresce da parte dei cittadini.

Una rabbia mal riposta. Di solito accade che ad essere colpita, a causa dell’ignoranza diffusa e della crisi generale, sia sempre l’ultima ruota del carro. Intorno ai venditori, che vanno sulla spiaggia con chili di roba sulle spalle, convinti essi stessi di poter dar fastidio ai bagnanti, ma spinti dalla disperazione, c’è un mondo di illegalità diffusa alla fonte che coinvolge stranieri e anche nostri connazionali.

Contrasto alla fonte. Claudio Nassi ci fornisce una fotografia piuttosto completa del problema: «Ogni giorno scendono alla stazione ferroviaria sanvincenzina – dice il comandante – una sessantina di ambulanti che poi si riversano sulle spiagge sanvincenzine. C’è gente che viene anche da lontano. Sono riforniti da soggetti organizzati, che dalla vendita degli ambulanti ricavano molto denaro. Agli ambulanti non resta molto: c’è, sì, chi riesce ad accumulare qualcosa da inviare ai propri Paesi d’origine, ma in genere non si tratta di molti soldi. L’ultima direttiva ministeriale è tesa a colpire soprattutto i rifornitori».

Lotta per sopravvivere. Nella lotta per la sopravvivenza, nascono a volte scontri fra gli stessi ambulanti per le fette di territorio di competenza. «Quest’anno – dice Nassi – ci sono stati un paio di tafferugli fra venditori stessi sulla spiaggia. In questa guerra tra poveri, ci si contende la porzione di territorio, nascono gelosie e invidie tra chi ha le autorizzazioni e chi non ce le ha. All’interno di questo scontro, la ricerca di sopravvivere ha causato anche un aumento di comportamenti aggressivi nei confronti dei bagnanti che non vogliono comprare niente. Comportamenti non fisicamente aggressivi, ma di grande insistenza che infastidiscono chi vuole stare tranquillamente sulla spiaggia. A questo va aggiunto, come dicevo prima, anche il numero maggiore di venditori. Sono diventati anche molto più reattivi nei confronti delle forze dell’ordine».

Controlli. I controlli sulle spiagge sono fatti congiuntamente dalla Guardia Costiera e dai vigili urbani, a volte coadiuvati dalle altre forze dell’ordine (carabinieri, guardia di finanza). «Dei verbali che abbiamo fatto dall’inizio dell’estate – dice Nassi – alcuni sono per merce contraffatta, altri per mancanza di permessi o per venditori che si piazzano in luogo e non si spostano di lì con la loro merce in vendita. E’ chiaro che il contrasto alla fonte è fatto da altri, noi dobbiamo controllare il nostro territorio e sanzionare quando c’è da sanzionare. Di certo, è un fenomeno ormai difficilmente controllabile, e le autorizzazioni comunali al commercio sulla spiaggia sono pochissime, forse meno di dieci. La massiccia immigrazione che si sta riversando sul territorio italiano fa sì che sulle spiagge della nostra nazione il fenomeno sia maggiore rispetto agli altri Paesi del bacino del Mediterraneo».

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