Il Tirreno

La pratica “scotta” il sindaco ricorre al tecnico esterno

di Paolo Federighi
La pratica “scotta” il sindaco ricorre al tecnico esterno

San Vincenzo, nessuno vuole occuparsi della “Torretta” un architetto di Cecina per il cantiere sotto sequestro

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SAN VINCENZO. Nessuno se ne vuole occupare. E così il sindaco Alessandro Bandini affida l’incarico al segretario generale del Comune di San Vincenzo, Lucio D’Agostino. E la successione di astensioni nel prendere in mano il procedimento dimostra la complessità della vicenda relativa al cosiddetto “ecomostro” de “I lecci”, la palazzina in via della Principessa all’interno del bosco di pertinenza dell’hotel. Una vicenda su cui grava un’indagine della Procura di Livorno da tre anni e per la quale sono vari i soggetti indagati per le ipotesi di abuso edilizio, danno ambientale e abuso d’ufficio, fra cui la proprietà (facente capo all’azienda di Augusto Ferrero), il dirigente dell’area servizi per il territorio del Comune Andrea Filippi e il tecnico comunale Daniele Bettini (il reato ipotizzato per i due geometri è l’abuso d’ufficio, articolo 323 del Codice penale).

L’amministrazione cerca di dare seguito, con una determina del 6 agosto scorso, all’istanza di rilascio di parere circa la regolarità edilizia del manufatto presentata dalla proprietà il 4 marzo 2013. Ovvero, una riqualificazione dell’edificio. Pratica che è stata rifiutata, nell’ordine, dal dirigente Filippi, dall’ex dirigente Giorgio Ghelardini, dal responsabile dell’ufficio vincoli e tutela ambientale e dal responsabile dell’ufficio edilizia pubblica e privata. Ecco, quindi, che Bandini (con provvedimento sindacale del 21 luglio scorso) affida l’incarico al segretario generale del Comune Lucio D’Agostino, il quale ha deciso di avvalersi del supporto e della consulenza dell’architetto Marco Baggiani, dipendente del Comune di Cecina, il quale percepirà per l’incarico (da espletare entro il 30 settembre) 2.500 euro lordi.

Il caso. Una vicenda, quella della palazzina de I Lecci, ancora insoluta. La palazzina all’interno del bosco di via della Principessa, denominata “Torretta”, doveva essere l’abitazione del guardiano dell’hotel. A fronte dei 46 metri quadrati esistenti prima dei lavori (iniziati nel novembre 2010), gli interventi sulla struttura sembrano non aver portato a un recupero a parità di superficie dell’edificio, ma a un suo ampliamento fino a circa 150 metri quadrati, con danno alla duna e la costruzione di uno stradello abusivo nel bosco. Nell’estate 2011, attraverso due ordinanze, l’amministrazione comunale decise prima di sospendere i lavori e, in seguito, di procedere alla demolizione parziale della struttura, mai avvenuta.

L’indagine. Tutto iniziò con le denunce, sul web e attraverso manifesti attaccati ovunque nel centro urbano sanvincenzino, del blog “San Vincenzo lavori in corso” e del comitato “Robin San”, entrambi anonimi. Ad aprile, la Forestale di Venturina rilevò reati in materia edilizia e ambientale. Si aprirono le indagini affidate al Pm Luca Masini della Procura di Livorno, a cui seguì il blitz, su mandato della procura stessa, negli uffici comunali, nel marzo 2012. La Torretta nel bosco fu soggetta a sequestro penale e nel registro degli indagati furono iscritti i geometri Filippi e Bettini (il reato ipotizzato è abuso d’ufficio), la proprietà della palazzina e la ditta costruttrice della Torretta. Le indagini, tuttora in corso, mirano a capire a chi sia ascrivibile la responsabilità degli abusi edilizi e paesaggistici commessi in quel tratto di bosco.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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