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Bibbona

La Fiera della zootecnia totalizza 16mila visitatori

La Fiera della zootecnia totalizza 16mila visitatori

BIBBONA. La fiera della zootecnia, la cinque giorni dedicata alla chianina e ai prodotti tipici del territorio bibbonese, è stata un successo di pubblico che è andato oltre ogni più rosea aspettativa....

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BIBBONA. La fiera della zootecnia, la cinque giorni dedicata alla chianina e ai prodotti tipici del territorio bibbonese, è stata un successo di pubblico che è andato oltre ogni più rosea aspettativa. 16mila i visitatori. Hanno aiutato, sicuramente, un meteo che dopo tanta incertezza ha finalmente invogliato migliaia di turisti a prendere d'assalto La California. E assalto è stato, grazie anche ad una serie di eventi studiati proprio per i turisti. Le presenze allo stand del ristorante sono state quasi cinquemila in appena tre giorni di apertura della zona ristoro, numeri che crescono di più di tre volte se si prende il dato delle presenze in fiera. Un boom che, nonostante il cambio di amministrazione e l'organizzazione concentrata in poche settimane, ha premiato Bibbona.

Elementi di novità e molto apprezzati dal pubblico sono stati alcuni eventi collaterali. Prima di tutto le esibizioni di falconeria: vari tipi di rapaci in grado di librarsi in area e, planando a tutta velocità verso i loro addestratori, dare spettacolo puro al pubblico presente. Con loro la rievocazione storica della mietitura, lo spettacolo dei butteri maremmani a cavallo e il divertente sheepdog, cani pastore che guidano un piccolo gregge.

«Alla vigilia c'erano alcuni timori perché per la prima volta mi trovavo, insieme alla giunta e alle tante associazioni coinvolte, ad organizzare una manifestazione così importante - spiega Gianna Bigazzi, consigliera con delega all'agricoltura - temevo di non saper raccogliere le aspettative dei vari soggetti coinvolti ma l'impegno profuso per cercare di unirli nell'obiettivo di dare successo all'evento credo sia stato centrato. Il risultato ha superato le mie aspettative: c'erano molte difficoltà, in particolare la malattia della lingua blu dei bovini che ha messo a repentaglio il buon esito. C'erano meno animali perché il rischio di contagi anche nei trasferimenti erano elevati, ma abbiamo compensato questo deficit con una maggiore spettacolarizzazione».

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