Sicurezza
A fuoco anche l’amianto L’oasi sul lago resta chiusa
Dai campionamenti emerge che l’incendio di inizio agosto ha interessato lastre di eternit. La Riserva Lipu, a tutela di personale e visitatori, ha chiesto altre analisi
SANTA LUCE. Rimane chiusa la Riserva naturale sul lago di Santa Luce. Una decisione che la Lipu ha preso dopo aver saputo che tra i materiali danneggiati durante l’incendio di un fienile avvenuto lo scorso 7 agosto c’erano anche lastre in cemento-amianto. «Oggi (ieri, ndr) - si legge in una nota della Riserva naturale - è arrivata la comunicazione che stavamo aspettando da parte del dipartimento di prevenzione Asl 6, unità operativa igiene e sanità pubblica della zona Bassa Val di Cecina». La nota riguarda l'incendio di uno dei capannoni di proprietà della "Stalla Sociale", situata all'interno dell'azienda di allevamento di bovini "Fattorie Toscane", nel Comune di Santa Luce. Capannone assai vicino all’Oasi, tanto che nei giorni successivi all’incendio la Riserva naturale decise di chiudere i battenti, in attesa della bonifica della zona.
«Operatori deldDipartimento di prevenzione - si legge nella nota - hanno effettuato in data 11 agosto un sopralluogo per la verifica della situazione. È stata riscontrata la presenza a terra dei seguenti materiali: lastre di copertura del tetto danneggiate di materiale ondulato, alcune delle quali all'esame ispettivo costituite verosimilmente da materiale in cemento-amianto e cumuli di residui di combustione vari». In occasione dell'intervento è stato effettuato un campione di alcuni frammenti di una lastra in sospetto amianto. «Il 19 agosto - si legge ancora nella nota - è pervenuto il rapporto di prova che ha confermato la presenza nel campione di fibre di amianto crisotilo». Ecco che la Lipu ha proposto, il 21 agosto al sindaco di Santa Luce l'emissione di una ordinanza e urgente tesa alla bonifica dell'area e dei manufatti interessati. «Dalle informazioni pervenute, - prosegue la nota - la ditta incaricata di tali interventi dovrebbe effettuare il sopralluogo preliminare domani (lunedì 25 agosto)». Quanto alla presenza di amianto, nella nota del dipartimento Asl si legge che «dalle lastre di copertura in eternit bruciate, pur essendo teoricamente possibile il rilascio di fibre in atmosfera, dal punto di vista pratico nei casi di incendi analoghi in cui erano stati effettuati campionamenti dell'aria, tali fibre non sono state riscontrate».
La Lipu, per la tutela del personale e di tutti i fruitori della Riserva «e avendo la responsabilità di decidere la riapertura della Riserva, di concerto con la Provincia di Pisa e la Solvay, e premettendo che il giorno dell'incendio materiale tipo cenere e inerti sono caduti sul suolo davanti la biglietteria e nei primi 400 metri del sentiero natura», ha deciso di mantenere chiusa la Riserva e ha chiesto a dipartimento di prevenzione dell’Asl 6, Comune di Santa Luce, Provincia di Pisa, Arpat, un ulteriore campionamento, questa volta all'interno della Riserva per verificare lo stato della stessa dal punto di vista sanitario.
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