Il Tirreno

Addio a Gavazzi grande velista e costruttore navale

di Roberto Riu
Addio a Gavazzi grande velista e costruttore navale

È morto a 83 anni, dopo una carriera prestigiosa Ha realizzato barche a vela e motore, vincendo titoli mondiali

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ROSIGNANO. Luciano Gavazzi ora naviga per altri mari: il prestigioso velista e costruttore nautico ci ha lasciato ieri mattina all'età di ottantatré anni. Proprio pochi mesi fa, durante il Trofeo Accademia navale-Città di Livorno 2014, aveva ricevuto da Assonautica e dalla Port Authority un riconoscimento alla sua carriera trascorsa a costruire barche da diporto, a vela e a motore: una carriera che ha preso il via entrando neanche ventenne al Cantiere navale di Donoratico fondato nell'immediato dopoguerra dal conte Gaddo della Gherardesca riprendendo la tradizione del cessato cantiere Foggi-Agretti di Livorno, uno stabilimento divenuto famoso soprattutto nella realizzazione di imbarcazioni da canottaggio (yole, outriggers).

Acquisita la qualifica di maestro d'ascia, Gavazzi si mette in proprio nel 1955 costruendo barche a vela monotipo, dapprima in un piccolissimo cantiere a Castiglioncello, e quindi, dal 1974, a Rosignano Solvay, lungo l'Aurelia, a due passi dal fiume Fine. Per il giovane Gavazzi l'avvio è fulminante: già nel 1956, uno dei suo primi beccaccini, il "Miss K", vince negli Stati Uniti il campionato mondiale nella classe Snipe, mentre nel 1960 al suo "Mister Jack" andrà il "Beccaccino d'oro".

Arriveranno poi i Finn, i Dinghy e gli Optimist. Ma soprattutto nei primi anni '60 esploderà il fenomeno "Vaurien", la piccola barca a vela monotipo disegnata da Jean Jacques Herbulot che diviene subito popolarissimo in Francia e di cui Gavazzi diverrà il promotore della diffusione in Italia dove sino al 1990 è stato l'unico costruttore autorizzato: nella sua carriera ne ha realizzati oltre 1500, dapprima con lo scafo in acajou e successivamente in vetroresina.

Lo stesso Gavazzi, in coppia con Sergio Biancani, vince nel 1963 il titolo italiano della classe Vaurien col suo "Veba": il primo exploit a livello internazionale arriva nel 1966 ad Orbetello con il mitico "Telefafà" che condotto da Fabio Gavazzi (nipote di Luciano) si aggiudica il Campionato mondiale. E sempre "Telefafà" nel 1977, condotto dai fratelli Gavazzi (Cral Solvay) diviene campione d'Italia nella sua classe. Nel 1989 sarà poi "Ricamare" a conquistare il campionato mondiale Vaurien sul lago di Costanza, ad Uberlingen, con l'equipaggio formato da Marco Faccenda e Marco Cerri, che l'anno dopo con la stessa barca ripeterà l'exploit a Nettuno.

Accanto alla produzione di barche a vela da regata Gavazzi ha iniziato a costruire anche imbarcazioni da diporto, soprattutto motovelieri. D'altronde all'epoca Castiglioncello era meta preferita di tantissimi personaggi dello spettacolo come Alberto Sordi, Marcello Mastroianni oppure Bice Valori col marito Paolo Panelli che, notoriamente appassionato di lavori in legno, non mancava mai durante le vacanze di fare una capatina da Gavazzi per vederlo all'opera: nell'agosto del 1960 all'attore romano è consegnato il motorsailer "Usodimare II", una barca di dieci metri disegnata dal progettista livornese Aldo Renai (anche lui recentemente scomparso). Nel totale saranno una decina i motovelieri varati da Gavazzi. Gli anni '70 vedono il cantiere orientarsi verso la vetroresina, lanciando i minitonner ed il "Flyng Fifteen" progettato da Uffa Fox, che però ebbe da noi scarso seguito, mentre si è poi affermata la produzione dei cabinati Nostromo nelle varie versioni, senza però mai abbandonare gli amati Vaurien. I funerali di Luciano Gavazzi saranno celebrati oggi (ore 16) nella chiesa di Santa Teresa. Alla famiglia di Luciano Gavazzi vanno le condoglianze della redazione del Tirreno.

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