Il Tirreno

Cade nella ciclabile e fa causa al Comune

Cade nella ciclabile e fa causa al Comune

San Vincenzo, dopo l’incidente per una buca prognosi di 30 giorni per la coreografa Giorgia Macchi

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SAN VINCENZO. Un trauma cranico con escoriazioni, ferite e traumi in tutto il corpo, liquido nei polmoni, nel fegato e nella pancia. Tutto per una caduta in bicicletta su una vera e propria buca situata, quasi come una trappola, sulla ciclopista all’altezza dell’ingresso numero 7 del parco costiero di Rimigliano, in via della Principessa. È quanto accaduto alla nota danzatrice e coreografa Giorgia Macchi nei giorni scorsi.

Macchi, che ha perso subito conoscenza, è stata soccorsa dalla Croce rossa e trasferita subito all’ospedale di Livorno, dove è stata tenuta per sei giorni sotto osservazione, vomitando quotidianamente per le forti vertigini (che perdurano). Forte trauma cranico, dicevamo, e vari punti di sutura in testa, con dolori così grandi in tutto il corpo da essere stata costretta per giorni alla morfina, con danni al timpano dell’orecchio sinistro che al momento ne limitano fortemente l’udito. La prognosi è di 30 giorni, ma Giorgia Macchi ha rischiato conseguenze ben più gravi, anche secondo i medici che l’hanno vista per primi. La vicenda non si è tramutata in tragedia, ma i danni per la famosa danzatrice sono notevoli. Giorgia Macchi e il marito Carlo sono in procinto di denunciare il Comune di San Vincenzo. Una buca, dicevamo, in piena pista ciclabile, tanto grande da coprirne circa l’80% della larghezza.

Abbiamo sentito gli uffici comunali, e in particolar modo Angiolo Ciani, che sostituiva il responsabile dell’ufficio tecnico Paolo Cosimi, in ferie. «C’è stato un saggio, più o meno in quel punto, da parte di Telecom per la fibra ottica – dice Ciani –. È Telecom stessa ad avere il compito di ripristinare lo stato dei luoghi dopo l’intervento. Le buche vengono sempre ricoperte, ma a volte con terra che cede. Su questi interventi, non abbiamo niente a che vedere. Abbiamo ricevuto una segnalazione qualche giorno fa, prima di Ferragosto, della presenza di tale buca». Macchi, ancora malmessa nella sua casa di San Vincenzo, non si dà pace per l’incidente subìto: «Come è possibile che si ambisca a essere un grande paese turistico con una ciclopista che già di per sé è pericolosa, e che può diventare fatale con buche di questa grandezza? Vi assicuro che nessuno si aspetterebbe mai, su una ciclabile, una buca del genere».

Paolo Federighi

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