Gioco
Niente mangia-soldi Negozianti locali per #toscananoslot
I titolari di un bar e una tabaccheria di Rosignano hanno avviato una campagna: «Il gioco è una dipendenza»
ROSIGNANO. Continuano la loro battaglia contro la dipendenza dal gioco alle slot-machine. Così nei loro negozi, un bar e l’attigua tabaccheria e ricevitoria del lotto, hanno deciso di togliere le macchinette infernali. Aderendo di fatto alla campagna “#toscananoslot”.
Francesco Serretti, trentaseienne titolare dell’omonimo bar su via della Cava a Rosignano, ha intrapreso la battaglia contro le macchinette elettroniche nel febbraio scorso. Non solo, insieme a Marco Centelli, che gestisce una tabaccheria a fianco del bar, avrebbe in mente di sensibilizzare anche altri negozianti, in modo da creare un territorio “slot-machine free”.
I due commercianti sono consci del fatto che non sia semplice convincere 8i colleghi (gestori di bar, tabaccherie e ricevitorie della zona) a dire non una volta per tutte a quelle macchinette mangia-soldi. una decisione che i due hanno preso dopo aver visto cittadini rovinati a causa della dipendenza da gioco. «In passato - ricorda Serretti - nel bar avevo due slot e ho visto che effetti hanno sulle persone. Riescono a rovinare anche quelle persone che in passato, solitamente, non avevano mai giocato a nulla. È una spirale da cui è difficile tornare indietro». Francesco ricorda di aver visto «persone che hanno cominciato a fare debiti, perché dopo aver buttato l’intero stipendio dentro questi marchingegni non avevano soldi. Qualcuno mi ha chiesto anche dei prestiti». Il titolare del bar è rimasto colpito da questo fenomeno, «che è una dipendenza, anche se in Italia non è riconosciuto come tale» e ricorda che nel suo bar qualcuno spendeva alle slot anche 200 euro al giorno.
Un fenomeno che a un certo punto non ha più tollerato, decidendo quindi di “liberarsi” delle macchinette e di cominciare anche una campagna di sensibilizzazione per i suoi clienti.
L’idea di Francesco è piaciuta anche a Marco Centelli, quarantaseienne che gestisce la tabaccheria a fianco del bar Serretti. Anche lui, nel suo negozio, non ha voluto le slot.
Certo, i due negozianti, riconoscono che il non avere le macchinette elettroniche implica una diminuzione dei guadagni (legati sia alla percentuale sulle giocate effettuate che a eventuali acquisti fatti dai giocatori nei loro negozi), ma hanno optato per una scelta che definiscono “etica”.
«I clienti - dice ancora Serretti - in qualche caso mi hanno chiesto perché non teniamo le slot, e io spiego loro che ho preso la mia decisione, che ritengo sana». Non solo, perché Francesco e Marco hanno in mente un progetto, ossia quello di creare un territorio “slot machine free”.
Il loro sogno sarebbe quello di veder sparire le macchinette mangia-soldi da tutta la costa rosignanese, così da contribuire anche alla “disintossicazione” dei cittadini del posto che abitualmente passano ore davanti alle macchinette. «È una dipendenza», terminano i due, che hanno anche lanciato un appello ai colleghi. «Sarebbe bello - spiegano - e un messaggio sano , creare una zona libera da questi giochi. Speriamo che i commercianti intraprendano questa battaglia».
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