Il Tirreno

Caso Gabbro, dimissioni-choc in Assemblea

Dopo il caso dell’incontro contestato, 7 membri sbattono la porta: «Lasciati soli da sindaco e Comune»

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GABBRO. Continua il caos sul caso dell’Assemblea di frazione di Gabbro. Una parte consistente dei componenti (7 su 19) ha deciso infatti di dare le dimissioni, pubblicando anche su Facebook una sorta di comunicato per spiegare questa presa di posizione.

«Ad onore di informazione vi comunichiamo - scrivono - che Andrea Rizzuto, Benedetta Potenti, Eleonora Rossi, Andrea Filippi, Michele Vadalà, Lucia Terreni ed Elvira Cea quali membri dell' Assemblea permanente di frazione hanno rimesso nelle mani del sindaco Alessandro Franchi, e nelle mani del coordinatore della stessa Assemblea le dimissioni in relazione agli incresciosi fatti avvenuti durante l'Assemblea del 21 luglio». L’incontro a cui si riferisce il gruppo dimissionario è quello durante il quale il coordinatore Lenzi non avrebbe fatto entrare la consigliera Pd Camilla Marini e alcuni dei rappresentanti della stessa Assemblea (molti dei quali hanno deciso appunto di dimettersi).

«Non possiamo far finta di niente - si legge nel comunicato -, certi gesti intollerabili usati nei nostri confronti ci lasciano sconvolti e amareggiati. Ancor più delusi siamo dal comportamento delle istituzioni che neanche ci hanno contattato per esprimerci la loro vicinanza. Certi episodi non basta condannarli a voce, bisogna che chi deve, e sottolineiamo deve, decidere si prenda la responsabilità di escludere certi personaggi da incarichi pubblici». Evidente che il gruppo di dimissionari avrebbe voluto che Pierluigi Lenzi, coordinatore dell’Assemblea gabbrigiana, venisse rimosso dall’incarico. Cosa che invece non è avvenuta, anche se in consiglio comunale si è svolta una lunga e difficile discussione sul caso di Gabbro. «Non crediamo che il primo cittadino - prosegue il comunicato - non avesse potuto convocare un assemblea pubblica per solidarizzare con chi è stato aggredito e fatto uscire da un luogo pubblico e prendere le distanze dal coordinatore (Forse non si è voluto...?)». I membri dimissionari lanciano una evidente polemica anche contro il sindaco. «Peccato -scrivono -, ancora un’occasione persa, perché se questo deve essere il cambiamento che tutti noi ci auguravamo, e che qualcuno ci aveva promesso, dobbiamo constatare che tutti i suoi progetti e intenti sono stati nuovamente disattesi».

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