Sicurezza
Il degrado cresce a bordo piscina
Cecina. Dal sistema di termo-ventilazione inefficiente al rischio di caduta dell’intonaco nella vasca all’impianto servono manutenzioni straordinarie
CECINA. Fu inaugurata nel 1985 e per molti anni la piscina comunale di Cecina, è stata data in gestione a società esterne, in molti casi anche per appena pochi mesi. A distanza di quasi trent’anni, e forse proprio a causa di questa gestione “spezzatino”, la struttura di via Aldo Moro è arrivata a un punto di non ritorno. Poca manutenzione che ha portato a impianti di areazione non funzionanti, assenza di una piscina piccola, crolli dal tetto per l’umidità e una serie di problemi che richiederebbero un intervento radicale, ma molto costoso.
La scorsa estate sono stati appesi al soffitto dei teloni verdi per prevenire la caduta verso le corsie di alcuni calcinacci. L’impianto termo-ventilante, storico tallone di Achille, continua a generare una sorta di effetto nebbia che provoca molti disagi per l’evaporazione di parte del cloro dall’acqua, così come la condensa che scende dal tetto.
Dopo il check-up del sindaco Samuele Lippi alle strutture per una sua riorganizzazione, il problema della piscina resta, forse, il più difficile da risolvere. Ecco perché. La lista è lunga, ma prima di tutto è necessario precisare che ci sia poco da imputare alle ultime gestioni della struttura. Per molto tempo, infatti, sono state firmate convenzioni per otto mesi di gestione, massimo un anno. Normale che una società, visti anche gli alti costi di gestione, avesse la tendenza a fare cassa e non investire.
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