Proteste
«Un gesto dal cuore, non eroico»
Parla Omar Diop, il senegalese che ha salvato una donna sui binari. Anche lui è di Touba, come Cheikh
DONORATICO. «Non mi pare di essere un eroe, io l’ho fatto come gesto naturale». A guardare questo ragazzone negli occhi grandi, di un nero intenso che spicca contro il verde smeraldo della maglia, si capisce che per lui aver salvato la vita a quella donna è stata una cosa normale. Un atto spontaneo, dopo il quale non si sarebbe atteso risonanza mediatica né tantomeno la possibilità di ricevere un encomio.
Omar Diop, senegalese di 28 anni nato a Touba, la stessa città da cui proveniva Cheikh Sarr (il ragazzo che esattamente dieci anni morì per salvare un turista dall’annegamento sulle spiagge di Castagneto) e abita in Toscana ormai da sette. Lui non sente di aver fatto qualcosa di speciale. E enfatizzare in alcun modo le sue azioni, racconta quello che è accaduto martedì 5 agosto lungo i binari della stazione di Donoratico. Omar, che fa il venditore ambulante e da due anni e mezzo vive con il fratello a Montecalvoli, si trovava alla stazione con alcuni amici, in attesa del treno delle 19,30 che lo avrebbe riportato verso Pisa. Aveva trascorso la giornata sulle spiagge castagnetane, insieme ad altri venditori ambulanti.
«Stavo parlando con un gruppo di amici - racconta - e guardandomi intorno ho visto una donna di mezza età seduta su una panchina un po’ distante dai binari. Non c’era niente di strano, a un certo punto lei si è alzata in piedi e si è avvicinata ai binari».
Niente di strano, se non fosse che la signora (una cecinese) a un certo punto deve aver avuto un malore, proprio mentre il convoglio stava arrivando da sud.
«Lei aveva una bottiglia in mano - ricorda Omar - e mi sono accorto che mentre stava avvicinandosi ai binari le è caduta a terra. Poi l’ho vista sbandare leggermente quando ormai era a mezzo metro dai binari». Chiaro che la donna deve aver avuto un malore, forse un abbassamento di pressione.
Il problema è che la signora, svenendo, è caduta proprio mentre il treno stava arrivando alla stazione. «Cadendo - racconta Omar - ha battuto la testa in un vagone. E poi è finita con le gambe dentro al binario, sotto il treno». Il giovane Omar non ha perso un attimo, si è precipitato per salvare la signora, che stava per essere travolta dal treno. «Era rimasta incastra nello spazio fra due vagoni. Io con tutta la forza sono riuscito a tirarla via. Lei era ancora svenuta, è arrivato un medico che stava passando nella zona». Si tratta di Nadir Rachedi, l’ufficiale medico che ha deciso di scrivere ai sindaci di Castagneto e Montecalvoli per suggerire di dare una medaglia ad Omar Diop, per il suo gesto di altruismo e coraggio.
«Io stavo per salire sul treno e andare via - termina il ragazzo senegalese -ma quel medico mi ha fermato e mi ha portato dai carabinieri, sottolineando l’importanza di quello che avevo fatto. Sono contento ma non mi è parso di fare niente di eroico, a me è venuto come un gesto spontaneo. Ho visto che quella signora era in pericolo ed è ovvio che mi sono lanciato per liberarla prima che il treno la portasse via. Però tutte le persone che erano alla stazione mi hanno detto che senza di me sarebbe stata travolta».
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