Finanza
«Un’esperienza indimenticabile»
29 scout cecinesi, con quattro capi e don Candido, alla Route nazionale di San Rossore
CECINA. «Un'esperienza indimenticabile, non ci sono altre parole per descriverla». Unanime giudizio degli scout cecinesi sulle giornate nazionali degli scout che si sono tenute al parco di San Rossore a Pisa. Un evento dei giovani per i giovani, perfettamente riuscito. Il gruppo cecinese era composto da 35 persone, 29 ragazzi, guidati da 4 capi, Lucilla Botti, Roberto Pellegrini, Michele Salvadori, Giacomo Paladini e da Don Candido della parrocchia del Duomo di Cecina. I giovani sono giunti a San Rossore il 6 agosto, dopo che dal primo al quinto giorno di questo mese erano impegnati nella parte mobile, ovvero lo spostamento sul territorio con i gruppi gemellati. Per gli scout cecinesi, una kermesse di 5 giorni a Maranello con il gruppo locale e quello di Favaro Veneto per lavorare sulla famosa "Carta del coraggio" e l'elezione di un membro unico, tra i 64 gemellati, da inviare al parlamento degli scout, dove la carta è stata ancora una volta limata e approfondita dai 500 componenti tra ragazzi e ragazze, pronta per essere consegnata alle personalità politiche: si tratta di una sorta di lista delle priorità attuali del paese su cui si chiede alla politica di lavorare per risolverne i problemi.
Il 6 infine l'arrivo a San Rossore da tutta Italia, e la marcia per 4 km di campo tendato, per i cecinesi, prima di riuscire ad arrivare allo spazio a loro assegnato. Un evento della portata eccezionale per gli scout che si sono mischiati durante tutte le giornate a coetanei di tutta la penisola. Poi le tavole rotonde con ospiti d'eccezione, da Don Ciotti a Laura Boldini, a Rita Borsellino, a Maria Cara Carrozza e molti altri ancora.
I temi portanti sul "coraggio di essere Chiesa", poi la visita sabato pomeriggio del premier Matteo Renzi, con il momento forse più emozionante domenica grazie alla telefonata e al messaggio inviato dal Vaticano da Papa Francesco.
Per molti dei giovani cecinesi si è trattato di un'esperienza difficile da dimenticare, soprattutto per i legami che si sono creati con gli altri scout di mezz'Italia con cui hanno lavorato sodo, per regalarci una loro visione delle problematiche più urgenti del Paese su cui si dovrebbe cercare di intervenire.
Marco Cacci
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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