Il dolore
Bilancio approvato, caos sul voto
Tutte le minoranze lasciano l’aula dopo aver partecipato ad ore di dibattito
ROSIGNANO. Bagarre in consiglio comunale, ieri nel tardo pomeriggio, durante la votazione relativa all’approvazione del bilancio di previsione 2014-2016.
Il bilancio è stato approvato all’unanimità, ma certo non perché tutti i consiglieri (di maggioranza e opposizione) hanno deciso di accordare la loro fiducia alle gestione delle finanze pubbliche proposta dall’amministrazione. Tutt’altro.
L’unanimità, in questo caso, è stata composta esclusivamente dai quattordici consiglieri di maggioranza (13 del Pd e 1 di Noi Riformisti), che hanno potuto votare e approvare “in totale libertà” il bilancio di previsione e i relativi allegati.
Sì perché l’intera compagine di minoranza ha deciso, caso quanto mai singolare per il consiglio rosignanese, di non votare il documento. Non solo, i nove consiglieri all’opposizione hanno preferito lasciare l’aula. In segno di protesta, contro quello che considerano una manovra che incrementa eccessivamente la pressione fiscale sui cittadini.
Una giornata di discussioni e dibattiti intensi, quella di ieri in consiglio comunale. Fino a tarda mattina sono andate avanti le relazioni (dei relativi assessori) sui documenti allegati al bilancio: federalismo demaniale, programma triennale delle opere pubbliche, alienazioni e valorizzazioni immobili, regolamento per l’applicazione dell’addizionale comunale Irpef e relative aliquote, determinazione aliquote Imu e Tasi.
Arrivati al tredicesimo punto, ossia l’approvazione del bilancio, le minoranze sono intervenute sottolineando la contrarietà all’ipotesi di gestione economica proposta dal Comune e poi hanno chiesto una sospensione della seduta. I consiglieri di Forza Italia (Maria Grazia Angeli e Marco Nati), M5S (Mario Settino, Francesco Serretti, Elisa Becherini e Serena Mancini), Niccolò Gherarducci e Silvia Gesess (Sul) e Luca Simoncini (Rds) hanno discusso fra loro e poi, rientrati in aula dopo la sospensione, hanno espresso la una dichiarazione di voto. Ognuno ha spiegato che il bilancio non era da votare a causa dell’incremento delle tassazioni verso la popolazione.
Infine, colpo di scena. Quando la presidente del consiglio Caterina Giovani ha messo in votazione il bilancio, i nove consiglieri di minoranza hanno deciso di uscire, sfilando all’esterno della sala del consiglio comunale uno alla volta. (a.c.)
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