Il dolore
Arrivati i 22 migranti Il parroco chiede aiuto e solidarietà
Sono uomini tra i 20 e i 35 anni, provenienti da Mali, Niger e Bangladesh. Ospiti al Saint Vincent dopo i controlli sanitari
CASTIGLIONCELLO. Sono ventidue i migranti giunti all’alba di ieri a Castiglioncello, dove alloggeranno all’hotel Saint Vincent. Il gruppo, composto da soli uomini la cui età è compresa tra i 20 ed i 35 anni, stavolta non è omogeneo, almeno per quanto riguarda la nazionalità: quindici fuggono dal Mali, un Paese in guerra, sei dal Niger, mentre uno arriva dal Bangladesh. Una cosa li accomuna: tutti fanno parte del mega-sbarco che poche ore fa ha interessato le coste di Reggio Calabria. Tutti in fuga dall’Africa. «Stamani nella sola provincia di Livorno – spiega Claudia Franconi presidente di zona dell’Arci responsabile dell’accoglienza – ne sono arrivati 49». Di questi 49, 22 sono stati dirottati dalla Prefettura a Castiglioncello. Un arrivo, stavolta, che non ha colto di sorpresa il sindaco Alessandro Franchi, avvisato lunedì sera direttamente dalla Prefettura. E dunque stamani Castiglioncello è stata protagonista di un simbolico passaggio di testimone: mentre alle cinque e trenta del mattino 25 dei 29 immigrati provenienti dal Senegal che sono stati accolti in zona nel giugno scorso, sono saliti su un pullman per essere condotti in due centri Sprar della Basilicata (gli altri quattro rimanenti partiranno entro i prossimi quindici giorni), un nuovo gruppo è arrivato. Ad accoglierlo la stessa Franconi assieme ad alcuni mediatori linguistici, una donna del Mali che abita qui da tempo «anche se – dice la responsabile dell’Arci che gestisce l’accoglienza – fortunatamente tutti i migranti parlano inglese e francese». Ieri mattina, appena giunti, gli immigrati sono stati sottoposti ai controlli sanitari da parte dei medici dell’Asl. Per loro, non è stato previsto il pranzo di accoglienza nella pineta del Circolo Bocciofilo di Rosignano Solvay, come fu a maggio per il gruppo di giovani provenienti dal Senegal: «In questo momento – dice Franconi – sono troppo stanchi e dunque abbiamo preferito un servizio catering». L’Arci ancora non è a conoscenza di quanto il nuovo gruppo rimarrà a Castiglioncello e neppure delle storie di vita di ciascun componente. Ancora troppo presto per rivolgere domande. Allertate anche tutte le associazioni di volontariato presenti sul territorio di Cecina e Rosignano: «Si inizia ancora una volta da capo – dice Franconi – noi abbiamo acquistato la biancheria intima, ma queste persone hanno bisogno di vestiti, scarpe, capi di abbigliamento in genere». Avvisato dei nuovi arrivi anche don Francesco Fiordaliso, parroco di Castiglioncello, che nei mesi scorsi pubblicò un appello su Facebook affinché tutta la comunità si aprisse all’accoglienza. Ancora una volta parlando a nome di tutta la parrocchia, don Francesco chiede che i cittadini si uniscano nell’accogliere queste persone in fuga dalla guerra e dalla povertà: «perché di fronte al bisogno di una persona non esistono confini e frontiere ma soltanto il dovere che chi ha un po’ di più lo metta a disposizione di chi non ha». La speranza è che anche questo gruppo, giunto a Castiglioncello nel clou di una stagione estiva che da un punto di vista turistico non è stata delle migliori e proprio a cavallo di ferragosto, possa integrarsi con il territorio così come è accaduto per i giovani del Senegal.
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