Rilanciare la kermesse? «Ci vuole una regia che coordini gli eventi»
Gli organizzatori smorzano le polemiche sul pubblico: 1700 paganti con oltre 2mila presenze, ma protremmo fare di più
CECINA. La Targa Cecina non si smentisce mai, e non si è smentita nemmeno domenica nella sfilata in notturna: la tradizione è… tradizione. Come al solito i rionali si sono impegnati al massimo per offrire una sfilata degna, appunto, della tradizione e per mantenere alto lo spirito di bandiera, e ci sono senz'altro riusciti: carri multicolori e pieni di movimenti, musiche e balletti azzeccati dalle coreografe, una sfilata con varietà di temi. Ma nella serata di festa, di questo che per Cecina (e per tutta la costa etrusca) è il "Carnevale di mezza estate", c'è stata la pecca dello scarso pubblico. Colpa della crisi, o di altri motivi da approfondire. L'ha lasciato intendere lo stesso sindaco, avvicinato dopo il giro di apertura con la presidente Susanna Pecchia. «La Targa mi è sempre piaciuta, da ragazzo ci ho partecipato, è un ambiente che sviluppa amicizie», ha premesso Samuele Lippi, che ha continuato: «Le scorse sere sono stato ai capannoni e ho visto tanti rionali dediti alla costruzione dei carri, tutti appassionati e capaci nel loro lavoro, e poi ci sono gli altri per i costumi e i balletti. I carri sono molto belli. Peccato per il pubblico, troppo scarso per una manifestazione come questa. Forse stasera (domenica, ndr) è dipeso dai molti eventi che si sono cumulati nella settimana, ieri c'era lo Sbaracco e tanti anche intorno. La Targa è manifestazione che merita di più. Non è il momento di parlarne ora, lo dobbiamo fare con calma, per vedere in che modo rigenerarla, rivalutarla». Il pubblico però è andato via via aumentando. Susanna Pecchia giudica la serata in termini positivi. «Visti i tempi che tirano, tutto sommato è andata meglio del pensato - ci ha risposto ieri la presidente - i ragazzi mi hanno detto che i biglietti paganti sono stati intorno ai 1.700, aggiungendoci i ragazzi che non pagavano e i biglietti omaggio per le persone impegnate nei rioni, ecco che il numero delle presenze supera le 2.000, cifra più o meno in linea con gli ultimi anni. Certo, la nostra manifestazione ne merita molti di più; ma dobbiamo accontentarci. Nella zona di eventi ce n'erano tanti altri, come Il Paese dei balocchi a Rosignano, simile a noi per genere, e Panariello al Bolgheri Melody, in più la sfilata medioevale a Guardistallo. Tutti cercano nuove forme di attrazione, ed è giusto, però sarebbe bene che tutto avvenisse in maniera razionale, ci fosse collaborazione tra gli uni e gli altri, evitando la concomitanza del giorno a favore del migliore risultato di ciascuno. Penso che ci sarebbe bisogno di un organismo di zona che coordinasse le varie iniziative».
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