Il dolore
Domani i risultati delle analisi
Asa replica a Russo: «La centralina l’ha costruita il Comune»
SAN VINCENZO. Resta il divieto di balneazione nel tratto che va da 50 metri a nord a 50 metri a sud rispetto alla foce del fosso delle Prigioni a seguito dello sversamento di liquami dovuto a un guasto alla stazione di sollevamento di via del Tirreno, a San Vincenzo. Ieri mattina i tecnici Arpat hanno eseguito i prelievi dei campioni di acqua e i risultati delle analisi, che richiedono 48 ore, saranno disponibili domani. Solo allora l’amministrazione comunale potrà verificare le condizioni per rimuovere il divieto temporaneo di balneazione.
Nel frattempo è il gestore Asa a chiarire che «il disservizio è stato causato da una serie di sbalzi di tensione elettrica che si sono registrati sia sabato 9 agosto, che la domenica seguente, sempre intorno alle 22». E il susseguirsi del fenomeno, «ripetute volte in breve tempo, ha portato all’avaria delle apparecchiature elettriche ed elettroniche di controllo a distanza e di comando. Di questi continui sbalzi di tensione della linea elettrica, che si verificano nel periodo estivo e soprattutto nelle ore di punta, è stato chiesto conto al gestore del servizio elettrico e attualmente sono in corso accertamenti e verifiche congiunte».
Preso atto della rapidità d’intervento per contenere lo sversamento, come sottolineato anche dall’amministrazione comunale, Asa replica all’assessore Russo: «Prima di condannarla non sarebbe male chiedesse alla sua azienda, magari con una semplice telefonata quali problemi ha avuto e come pensa di risolverle». E conclude: «Quanto all’estetica della centralina di sollevamento è la stessa centralina che ha costruito il Comune e che è stata consegnata ad Asa. All’interno è invece stata profondamente rinnovata. All’esterno al momento ci sono delle erbacce, viste anche le copiose piogge, e sarà nostra cura toglierle, così come qualche rifiuto».
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