Proteste
«Sei chiamate a Rea per un cumulo di detriti»
La protesta di un operatore balneare di Rosignano: «Ai turisti diamo una pessima immagine»
ROSIGNANO. Sei giorni di chiamate a Rea non sono bastate: è servita l'ultima, all'ufficio ambiente e igiene del Comune per rimuovere un'importante quantità di rifiuti dal lungomare Monte alla Rena, in prossimità dei Bagni Liana.
«Legno, cortecce, truciolato ed alghe - dice Cristian Calò, titolare dello stabilimento balneare - si erano depositati sulla passeggiata con i nubifragi di domenica e nonostante Rea sapesse tutto, nulla è stato fatto».
«Le mie chiamate così come quelle dei miei ospiti, sono servite a poco se non ad indispettirci - racconta Calò - ogni volta che riuscivamo a parlare con gli operatori del Numero verde, questi negavano di conoscere il problema e facevano finta di non saperne nulla finché si sono presentati nella mattinata di venerdì con dei mezzi del tutto insufficienti per raccogliere tutti i rifiuti. C'è voluta una chiamata a Irene Mazzanti del Comune per risolvere la questione in cinque minuti con un mezzo che è arrivato appositamente ed ha portato via tutto. Se è così che funziona basta che ce lo dicano così la prossima volta sappiamo chi chiamare». Poi il titolare del bagno fa notare che «scriviamo e parliamo tanto di accoglienza e dell'importanza dei turisti quando poi detriti e scarti vengono lasciati sul lungomare per giorni: se questa è l'immagine che vogliamo dare di noi ai turisti direi che ci stiamo riuscendo alla grande. I disservizi di questo genere nei mesi estivi hanno una portata maggiore rispetto agli altri mesi dell'anno ma sembra che solo gli operatori del settore turistico lo capiscano».
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