La manifestazione
Se affitti l’appartamento che non c’è...
Truffati ignari vacanzieri fai-da-te: hanno prenotato e pagato la vacanza su internet da privati, ma era una bufala
CECINA. Affitti, vacanze e truffe. Anche quest’anno siamo arrivati alle ultime battute della campagna affitti estivi e come accade sempre più spesso in questi ultimi anni i turisti più resistenti restano in attesa del last minute per trovare prezzi a buon mercato. Alcuni si rivolgono volutamente ancora ai privati per non pagare la fatidica provvigione all’agenzia che a onor del vero da qualche anno non viene più richiesta, mentre i più numerosi si affidano ad agenzie immobiliari e turistiche per avere comunque un punto di riferimento ed evitare di incorrere in brutte sorprese. In quest’ultimo scorcio di campagna affitti estivi sono più di uno infatti, i casi di truffe riscontrati nella nostra località, come anche in altre località balneari non lontane (si ha notizia anche di Follonica) di fantomatici proprietari e locatori privati che si fanno inviare tramite vaglia, bonifici o ricariche di carte di credito, caparre relative a prenotazioni di case vacanza inesistenti.
La conferma viene dalle testimonianze di persone che sono entrate in questi giorni nell’agenzia immobiliare La Riviera, a Marina di Cecina. Il titolare Pietro Campanelli afferma: «Si sono già verificati tre casi nella mia agenzia in cui le persone sono venute per raccontare di persona la propria storia, di quando hanno aspettato invano quel fantomatico proprietario che non si è mai presentato all’appuntamento per consegnare le chiavi di una casa mai esistita». E così di questi tempi, talvolta la vacanza finisce prima di cominciare, perché alla truffa si aggiunge la beffa di doversene tornare a casa perché non si hanno i soldi necessari per affittarne un’altra. «Sono proprio di questi giorni – afferma Campanelli - le prenotazioni alla caccia dell’offertona con il last minute: la battaglia si combatte sul web e spesso, l’affitto che stiamo cercando, talmente basso da incorrere nei nostri desideri, è proprio quello che nasconde una truffa».
La caparra solitamente viene versata su una carta che poi viene dismessa, e i carabinieri, una volta rintracciata l’abitazione, si accorgono presto che non è in affitto, o che addirittura è inesistente. Tutto nel giorno della fatidica consegna delle chiavi, o l’appuntamento ad un bar, proprio perché magari si cerca di fare l’affare con il privato nella speranza di spendere meno, ma poi nessuno si fa vedere, ed il cellulare di riferimento è spento. Non è neanche detto infatti che sia uno del posto a pianificare la truffa, dato che gli annunci a volte appaiono in varie parti d’Italia.In qualche caso sono truffe pianificate dall’estero. A volte i truffati giocano l’ultima carta: un salto in agenzia immobiliare per raccontare la disavventura e vedere se con i soldi rimasti si può cercare di rattoppare una vacanza andata a rotoli. «Qualcuno chiede a 300 euro appartamenti dal valore di 600, non è semplice accontentarli», chiosa il titolare dell’agenzia La Riviera. E alcuni tornano direttamente a casa.
Marco Cacci
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