Sicurezza
«Il medico ha creato panico Nessun calo di assistenza»
CECINA. «Le emergenze presentatisi in quel lasso di tempo hanno ricevuto un trattamento conforme a quanto previsto». Questa la risposta dell’Asl 6 alle proteste del dottor Riccardo Ristori, medico...
CECINA. «Le emergenze presentatisi in quel lasso di tempo hanno ricevuto un trattamento conforme a quanto previsto». Questa la risposta dell’Asl 6 alle proteste del dottor Riccardo Ristori, medico del 118 attivo sulle ambulanze della Pubblica assistenza di Cecina. Il professionista, in uno sfogo sul suo profilo Facebook, ha polemizzato dopo essere stato inviato a Riparbella per presidiare le operazioni di sminamento di alcune bombe. Il professionista ha sottolineato come sarebbe meglio impiegare i pochi medici del 118 per reali emergenze. Non solo, Ristori ha sottolineato che nelle due ore di presenza a Riparbella, nell’area di Cecina si siano verificati due casi gravi (un infarto e un ictus). Ovvio che lo sfogo di Ristori ha creato una lunga scia di commenti su Fb. «Gli interventi di sminamento - si legge nella nota dell’Asl - sono operazioni interforze guidate dalla Prefettura che seguono precisi protocolli. Questi prevedono la presenza di un medico sul posto in considerazione del fatto che la situazione potrebbe richiedere un intervento immediato a tutela degli artificieri». Interviene sul caso anche la dottoressa Maria Rita Dragoni, responsabile della centrale operativa 118 con valenza aziendale, che “bacchetta” Ristori. «Ha creato panico - dice Dragoni - e se ne assumerà le conseguenze. La direzione aziendale prenderà i provvedimenti che riterrà opportuni». Secondo la responsabile del 118, infatti, la presenza di Ristori a Riparbella non ha in alcun modo inficiato validità e velocità delle operazioni di soccorso per le due emergenze. «Il caso di infarto - si legge nella nota dell’Asl - ha portato la persona a raggiungere la sala di Emodinamica di Livorno in meno di un'ora, assolutamente in linea con i tempi previsti per questi casi».
Dragoni sottolinea che in realtà l’Asl e lei stessa si stanno già occupando della riorganizzazione dell’utilizzo delle ambulanze medicalizzate. «Mi dispiace - termina - che dalla polemica sia venuto fuori che l’azienda finora non si è interessata alla questione. Mi sono già adoperata con il viceprefetto per ipotizzare una procedura che non coinvolga i mezzi medicalizzati in operazioni non di emergenza stretta».
Anna Cecchini
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