Il Tirreno

Parco delle Sughere, progetto condiviso

Parco delle Sughere, progetto condiviso

Lo studio che ha elaborato il piano replica alle critiche del consigliere di opposizione Gragnoli

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CASTAGNETO. I progettisti del nuovo Parco delle Sughere replicano al consigliere di opposizione Gragnoli che aveva criticato l’operazione e chi la stava portando avanti. «Il progetto di rigenerazione del parco delle Sughere - scrive lo studio Sundaymorning - prende vita ad inizio 2013, su incarico diretto de Arci, promotrice dell'iniziativa, con la finalità di prevedere una adeguata sistemazione di prospettiva delle strutture del parco. Il percorso progettuale è durato circa un anno e mezzo ed ha visto impegnato, in maniera volontaria, un gruppo di progettisti il cui fine è stato quello di dare un contributo positivo di alto contenuto professionale alla comunità di cui fanno parte. Sottolineiamo che tale intento è stato portato avanti senza alcun tipo di compenso economico e che il progetto è stato donato, come ampiamente sottolineato in occasione della presentazione pubblica, allo scopo di condividere una riflessione culturale aperta a tutti i cittadini. A tal proposito la condivisione pubblica del progetto è stata attuata attraverso molteplici canali:esposizione presso il parco degli elaborati di progetto per l'intero periodo estivo; somministrazione ai fruitori del parco di un questionario teso ad incrementare quanto più possibile la partecipazione dei cittadini; pubblicizzazione del progetto e del percorso di condivisione pubblica su media locali e blog internazionali».

«L'occasione per la presentazione del progetto in occasione della festa de l'Unità, è stata un incontro pubblico a cui sono stati chiamati a partecipare tutti i cittadini, informati attraverso organi di stampa locali. Lo studio ha inoltre diramato inviti diretti verso i rappresentanti degli organi istituzionali, di tutte le forze politiche locali e delle associazioni presenti sul territorio. Risulta poco comprensibile come rappresentanti politici locali possano porre all'attenzione dei cittadini domande che sono frutto di una personale disinformazione, quando tali dubbi avrebbero potuto essere facilmente sciolti, accettando l'invito a partecipare all'occasione di presentazione del progetto alla quale erano stati invitati.». E ancora: «Riteniamo inaccettabile che da qualunque parte si possano avanzare dubbi sulla correttezza del nostro operato professionale e dell'impegno deontologico dello studio. Appare inoltre evidente dalla cronologia del progetto come l'impegno progettuale di uno dei membri dello studio sia stato condotto in maniera inequivocabilmente disgiunta dall'eventuale prospettiva di un suo impegno politico. Ci chiediamo quindi se il modo di interessarsi del bene comune, possa essere esercitato avanzando polemiche palesemente strumentali, perché frutto di un totale disinteresse che avrebbe potuto essere colmato con la partecipazione alle occasioni che ci siamo premurati di promuovere».

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