Finanza
Stroncato da una malattia a 43 anni
Valerio Porciani, grande tifoso del Livorno, abitava a Vada: prima del funerale, un giro di campo coi compagni della Curva
VADA. Il cuore amaranto, la passione per la Thailandia, l’amore per la famiglia. Questo era Valerio Porciani, tifoso storico della Curva Nord del Livorno, che da domenica sera piange un amico e un sostenitore entusiasta.
Valerio da oltre un anno lottava contro un brutto male. Ma il dolore, le delusioni, le cure pesanti, niente gli aveva impedito di seguire la sua squadra del cuore fino all’ultima partita di campionato. E niente aveva frenato il suo amore per la compagna Stefania e per il figlio Kevin: chi lo conosceva dice che Valerio non era certo uno che si risparmiava.
Porciani si è spento domenica sera all’età di 43 anni nella casa di Vada, dove abitava ormai da circa sette anni con la sua compagna Stefania Bartoli, commerciante vadese. Nato e cresciuto a Livorno, Porciani aveva sempre lavorato in città, svolgendo varie attività tra cui quella di corriere e distributore di giornali. Negli ultimi anni, invece, seguiva il reparto macelleria del supermercato Dico a Cecina e Rosignano. Il 43enne era andato a vivere in quella zona dopo la separazione. Una decisione, quella di lasciare Livorno, dettata dall’amore: si era trasferito a Vada per stare insieme alla sua adorata metà, che gestisce un alimentari al campeggio Mulino a fuoco alla Mazzanta. «Valerio si è sempre dato da fare - dice uno dei suoi migliori amici della Curva Nord - Era un tipo attivo, volenteroso e molto leale. Voleva trasferirsi in Thailandia, ma non lo ha mai fatto per amore della famiglia. Per la Curva, poi, era un vero punto di riferimento».
Padre di un figlio di 25 anni, Porciani viene descritto dai suoi amici come una persona gioiosa, sempre pronta a scherzare e di cuore. Lo dimostra il suo impegno nel sociale. Insieme alla Curva del Livorno, Valerio aveva partecipato a varie iniziative benefiche, tra cui la raccolta in sostegno delle Cure palliative e le manifestazioni di solidarietà per la malattia del figlio del capitano amaranto, Andrea Luci. «Ha vissuto con noi tante delusioni calcistiche - dice un suo amico amaranto - ma anche tante gioie, soprattutto negli ultimi tempi, con i play off e la promozione in A. La sua passione per il Livorno è storica: frequentava la Curva da quasi dieci anni ed era tifoso sin da ragazzino».
Proprio per suggellare la sua passione per la squadra, oggi alle 7.45 il suo corpo sarà portato dai familiari, dagli amici e dai compagni della Curva, all’interno dello stadio Picchi, in via dei Pensieri, per un giro di campo. «È la sua ultima volontà, ce lo aveva chiesto prima di andarsene», dice orgoglioso e commosso un tifoso suo amico. Il suo corpo, da ieri esposto alla camera mortuaria di Rosignano, questa mattina alle 7.30 sarà trasportato a Livorno e, dopo il giro di campo, sarà trasferito al cimitero dei Lupi. La celebrazione funebre (non religiosa) e la successiva cremazione avverranno alle 8.30. Una cerimonia che si preannuncia densa di emozioni e molto partecipata. Centinaia i commenti su facebook scritti dagli amici. Si affida alle parole dello scrittore giapponese Haruki Murakami, la compagna Stefania, per esprimere il suo dolore: “Quando la tempesta sarà finita, probabilmente non saprai neanche tu come hai fatto ad attraversarla e a uscirne vivo. Anzi, non sarai neanche sicuro se sia finita per davvero. Ma su un punto non c’è dubbio. Ed è che tu, uscito da quel vento, non sarai lo stesso che vi è entrato”.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
