Proteste
Oltre mille persone per Vecchioni
Successo in piazza Duomo per l’intervista-concerto nell’ambito di CecinAutori
CECINA. Sulle note di Samarcanda, pezzo scritto nel 1977, Roberto Vecchioni ha chiuso sabato sera in piazza Duomo dopo un minuto secco di applausi l’intervista-concerto davanti a più di mille persone. La Fondazione Geiger, che lo ha invitato nell’ambito di CecinAutori, ha fatto centro, intercettando l’interesse trasversale del pubblico.
Il professor Vecchioni, che tra superiori e università ha insegnato per quasi quarant’anni, è persona e personaggio allo stesso tempo e, sostenuto dalle domande del giornalista Fabio Canessa, ha intrattenuto per due ore i presenti. L’ospite, classe 1943, è cantautore, poeta, filosofo e storico dell’attualità. Piace perché parla il linguaggio della gente comune, evita il banale, si batte contro l’ovvio e, come tutti, vorrebbe un Paese migliore.
Prima di lasciare la cattedra e andare in pensione, ha dedicato una canzone ai suoi studenti, per lui un mondo da ascoltare e da scoprire un giorno dopo l’altro. La maleducazione e la mancanza di rispetto non sono il suo pane, i grandi temi lo hanno sempre appassionato, i colleghi come Giorgio Gaber rimangono un modello da seguire ma difficile da imitare.
La serata, introdotta dalla scrittrice Elena Torre, è scivolata via così, tra una riflessione e una canzone, un approfondimento e una strofa cantata complice l’accompagnamento della chitarra classica. Insomma, una “ripetizione” intervallata da un breve concerto, in cui Vecchioni, maestro, ha tenuto il palco da sé, tanta è l’esperienza e l’attenzione che il pubblico adorante sempre gli riserva.
Tra i mille seduti sul corso, anche tanti adolescenti, che forse hanno visto il professor Roberto Vecchioni per la prima volta, non senza incuriosirsi di fronte a quel signore intelligente in jeans e maglietta. Al momento dei saluti, cantata in coro “Samarcanda” fino all’ultima strofa, l’ospite è sceso dal palco e si è accomodato dietro alla scrivania per firmare i suoi libri. E che in meno di mezz’ora sono andati tutti esauriti.
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