Il Tirreno

«Ma chi deve visitare mia figlia la notte?»

«Ma chi deve visitare mia figlia la notte?»

Lettera-sfogo di una turista in vacanza che rimbalza fra la guardia medica e l’ospedale

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CECINA. Quella che racconta, in una lettera al giornale, Gilda Fresolone, turista milanese in vacanza a Marina di Bibbona, è una storia a lieto fine ma che segnala una serie di problemi - diciamo così - di comunicazione fra la donna e gli operatori dell’Asl 6. «Domenica sera, verso le 21,30 - racconta la donna - dopo un'ora di pianto disperato, per lei inusuale, in preda ad una forte preoccupazione ho contattato la guardia medica locale, che non era però più operativa. Ho quindi chiamato l'ospedale di Cecina, per chiedere se fosse disponibile presso di loro il pronto soccorso pediatrico, spiegando la situazione. Questo lo scambio avvenuto, a partire dalla risposta, piuttosto svogliata, dell'operatrice: "Mah, guardi signora, valuti un po' lei se portarla, qui il pediatra è solo in reperibilità, bisognerebbe chiamarlo...deve andare a Livorno" "Mi scusi, ma è possibile che nessuno possa vederla da voi? Sono molto preoccupata, Livorno mi sembra lontano" "Le passo il reparto"

«Rispiego la situazione - continua la donna - ad un uomo, molto sgarbato, immagino rispondesse dalla pediatria: "Non deve venire qua, deve chiamare la guardia medica locale"

"L'ho già fatto, ma non risponde nessuno" "Avrà chiamato il numero sbagliato" "Ho chiamato quello che ? esposto fuori dai locali, l'ho annotato proprio l'altro giorno per scaramanzia" "Allora ce n'è un altro", "Mi scusi me lo può dare?", "Ah, io non lo so comunque non può venire qua"

"Mi scusi ma cosa devo fare allora? Andare a Milano?" "Signora, vada a Milano, vada dove vuole" .E mi sbatte il telefono in faccia.

«A questo punto, sempre più in ansia e non sapendo cosa fare - va avanti la signora Fresolone - ho contattato il 118: un operatore gentilissimo mi ha fornito il numero verde 800064422, appartenente alla guardia medica in quell'orario disponibile. Per la terza volta rispiego tutto e la dottoressa, dopo una diagnosi di otite, mi invita a portare la bambina perché vuole vederla, chiedo l'indirizzo e mi sento rispondere: siamo qui all'ospedale di Cecina, passi dal pronto soccorso. Sic».

«Verso le 23 - chiude il racconto la turista mianese - la bimba è stata visitata dalla suddetta dottoressa, estremamente gentile e attenta, che fortunatamente ci ha rassicurato. Io avevo altro per la testa, ma avrei voluto tanto farmi un giro, cercare e guardare in faccia chi mi aveva precedentemente risposto: e se fosse stata una cosa grave? E se fosse stato figlio loro? Non aggiungo altri commenti».

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