Toscana
«Ci siamo svegliati al buio con l’acqua alle ginocchia»
Marina di Bibbona. Un’altra notte in palestra per ottanta turisti tedeschi Viaggio tra gli alluvionati del camping Il Gineprino alle prese con il fango
BIBBONA. «L’allarme l’ho ha dato mio figlio che stava dormendo in tenda». Sono le quattro di notte quando la vacanza della signora Maddalena e della sua famiglia viene stravolta. E come la loro quella di molti altri ospiti del camping Il Gineprino, a Marina di Bibbona. «L’acqua era già alle ginocchia e col passare dei minuti continuava a salire», dice. Pioggia dal cielo e altra portata dai campi alle spalle della sua roulotte. Li scorre il fosso Sorbizzi, il cui argine non ha retto alla pressione dell’acqua. «Ci siamo mossi nel buio fitto, non sapendo dove stavamo mettendo i piedi». Di fronte alla roulotte di Maddalena c’è il prato dove due comitive dell’Azione cattolica tedesca avevano piantato le tende. Adesso è tutto vuoto. I giovani, un’ottantina, sono stati alloggiati da mercoledì pomeriggio alla palestra del Palazzaccio, a Cecina. Due notti all’asciutto per dare modo al terreno di asciugare. Oggi, infatti, è previsto il rientro al camping.
Dalla direzione della struttura ricettiva si cerca di restituire un quadro di normalità: «Sta rientrando tutto. Le due comitive di tedeschi sono attese per domani». Un sereno che cozza però con l’umore nero di chi porta ancora addosso i segni del fango e la paura di una notte in mezzo all’acqua.
«Sono stata alluvionata anche a gennaio. È la seconda volta in pochi mesi che sono costretta a buttare parte dei mobili e degli elttrodomestici – dice la signora Maddalena –. Ci sono delle responsabilità da chiarire. Non è accettabile trovarsi in queste condizioni».
Il giorno dopo l’onda d’acqua, con il sole che asciuga, restano soprattutto i segni del fango. E i volti segnati di chi da turista si ritrova nei panni da sfollato. I più indossano canottiere e costumi da bagno. Tenute che accentuano il contrasto tra il clima di vacanza e lo scampato pericolo.
«Ho male alla schiena, è tutto il giorno che pulisco», dice una vicina di roulotte alla signora Maddalena. La spiaggia resta un miraggio per chi si è trovato con l’acqua alle ginocchia. C’è da pulire il fango e da far asciugare i vestiti. Dopo una cena al ristorante e all’asciutto si deve organizzare il pranzo. «Non abbiamo elettricità – dice Luca Nuti – Per oggi ci arrangeremo con dei panini». «Mia figlia è celiaca – racconta una vicina di roulotte – Senza l’uso della cucina non posso prepararle i pasti, non può mangiare le nostre stesse cose. E tutto il cibo che le avevo acquistato con il frigo fermo è da buttare. Saranno almeno 200 euro di roba».
Il clima tra i ragazzi tedeschi, arrivati a Marina da Francoforte, è decisamente più rilassato. Hanno dai 13 ai 18 anni e riescono a sorridere anche dopo la prima notte trascorsa sul pavimento della palestra del Palazzaccio. «Siamo tutti stanchi, ma non abbiamo perso il buon umore – dice Holger Gerhaud, uno degli accompagnatori –. Dopo la grande paura, già mercoledì, appena ci siamo messi al sicuro per sciogliere la tensione abbiamo giocato e cantato. è stata sicuramente una prova difficile ma che almeno è servita a darci una carica positiva». Tanto che ieri alla spiaggia hanno preferito gli scivoli dell’Acqua Village di Cecina.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
