Il Tirreno

Bonifica, sono in arrivo migliaia di ingiunzioni

di Maria Meini
Bonifica, sono in arrivo migliaia di ingiunzioni

Cecina. Ultimo “avviso” della Sepi. Chi non ha fatto opposizione deve pagare. Ma il Comitato No consorzi continua la battaglia: «Vinti tutti i ricorsi»

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CECINA. Cinquemila ingiunzioni di pagamento in arrivo per la tassa di bonifica. Una pioggia di avvisi non più rinviabili si sta per abbattere sulle tasche dei contribuenti riottosi che non hanno pagato senza fare ricorso. In questi giorni la Sepi, concessionaria del Consorzio Costa Toscana, sta recapitando infatti a migliaia di famiglie, da Cecina fino ai comuni collinari del Pisano, le ultime “chiamate” per recuperare il tributo non pagato.

Le intimazioni riguardano il recupero delle quote per gli anni dal 2008 al 2011. Non più avvisi bonari, ma vere e proprie ingiunzioni fiscali, cui può far seguito un intervento di recupero coattivo, con sequestro di beni. Vari gli importi, a seconda delle proprietà su cui è applicato il tributo della bonifica: si va da qualche decina di euro a migliaia. Ma, in ogni caso, l’importo è lievitato, a causa della mora e della multa applicata: una quota base di 25-30 euro può superare i cento.

«Per questi cittadini l’unica chance è pagare - spiega l’avvocato Flavio Nuti, legale del Comitato No Consorzi di bonifica -. Le ingiunzioni stanno arrivando infatti solo ai contribuenti morosi che non hanno presentato ricorso. Senza pagare e senza opporsi al tributo, in pratica hanno fatto acquiescenza agli avvisi di pagamento. E adesso non possono far altro che pagare, pena l’esecuzione esattoriale sui loro beni personali».

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