Sicurezza
Trenta barche travolte dalla piena del Chioma
Allarme nel porticciolo: alcuni natanti portati a Cala de’ Medici da Capitaneria, Casm e privati
CASTIGLIONCELLO. Il Chioma non ha retto. La furia delle acque si è abbattuta sul porticciolo, alcune imbarcazioni sono state rovesciate all’interno del torrente, altre catapultate contro i frangiflutti all’entrata del porto e una quindicina hanno addirittura scavalcato l’entrata nel porto, spinte da onde e correnti. Cinque barche sono rimaste incastrate nel molo Scaglietti. Interessate una trentina di imbarcazioni.
La piena si è scatenata intorno alle 10,35. Numerose le chiamate alla Capitaneria di Porto di Livorno.
Allertato il comandante Antonio Cusumano dell’ufficio locale di Castiglioncello che ha mandato sul posto la motovedetta Cp 2089 e il gommone GC 333. E’ intervenuto anche il gommone del Casm condotto da Robero Cecchini, un mezzo dei Bagni Ausonia e il gommone di Marco Pizza del Centro Diving di Chioma.
Alcune imbarcazioni venivano trasferite all’interno del porto Cala de’ Medici di Rosignano . Qui gli ormeggiatori le mettevano in sicurezza mentre venivano rintracciati i proprietari per concordare le operazioni di recupero e il disbrigo delle pratiche amministrative. Alle 17, al centro del torrente Chioma, veniva completata l’attività di recupero delle barche affondate. Che non è stata facile anche per le condizioni atmosferiche severe che si sono prolungate fino al primo pomeriggio. E’ stato evitato che la presenza delle barche in mare potesse causare danni all’ambiente e alle strutture lungo il litorale.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
