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Parrucchieri pedinati per scovare chi è in nero

Parrucchieri pedinati per scovare chi è in nero

Le indagini su chi va a lavorare a domicilio avviate dalla Guardia di finanza di Cecina. Nel mirino anche massaggiatori ed estetiste

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CECINA. Operano a domicilio, di nascosto. Si spostano di casa in casa. E l’unico segno per individuarli è l’inseparabile borsa in cui custodiscono gli strumenti di lavoro. Forbici, pettini, spazzole, bigodini. Sono soprattutto parrucchieri, ma nel mirino ci sono anche massaggiatori ed estetiste. «Si tratta di un fenomeno in crescita», sottolinea Pierdario Fasciano, il tenente della Guardia di finanza di Cecina che sta coordinando l’indagine. Le Fiamme gialle, infatti, stanno intensificando i controlli. Niente blitz per adesso, ma agenti in borghese e pedinamenti continui. «Non è facile da individuare chi opera in nero andando a domicilio dei clienti. L’indagine è più complessa rispetto al caso di chi esercita in un luogo fisso».

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