Il dolore
Parco delle Sughere progetto “congelato”
Castagneto, il sindaco Scarpellini: «Non può essere mutuato dal Comune» Commissionato dall’Arci e sposato dai Democratici il lavoro è in un cassetto
CASTAGNETO. Per ora è un progetto politico, una visione per il futuro della comunità locale. Ma il piano di “Rigenerazione del Parco delle Sughere” merita una concretezza adeguata alla generosità del popolo Pd, che domenica sera durante la presentazione alla Festa Democratica l’ha accolto con calore. Ma la certezza della realizzazione è lontana per vari motivi, i fondi da reperire e i vincoli di legge per intervenire su spazi pubblici, per cui la riqualificazione del parco concepita dagli ingegneri di Sunday Morning Marco Sarri e Fabio Candido resta al momento «un progetto nel cassetto» o «una proposta» come è stato detto. Certamente carica di fascino, visto che Arci Donoratico l’ha sostenuta subito.
«Anni fa con un gruppo di persone abbiamo costruito il parco, abbiamo occupato un sacco di terreno ma l’uso è ridotto – dice Bruno Pighetti di Arci – con questo progetto il parco diventa fruibile a tutto il territorio». Ancora più convinto è il segretario del Pd Simone Tinagli: «Il parco è una risorsa, un bene fondamentale per la collettività e deve restare tale, è usato da tante associazioni, per questo abbiamo voluto uscire dalla logica del ristorante e proporre un intervento che guardasse lontano, come un luogo del futuro». Intorno a questa visione si sono già coagulati molti dei partecipanti al dibattito, nutrito e variegato. C’è chi ne esalta le potenzialità come spazio espositivo per le eccellenze degli artigiani, chi pensa alla mensa comunale, chi alle attività associative, chi propone corsi di educazione alimentare per togliergli l’etichetta di “ristorante” che fa concorrenza sleale. La vocazione alla qualità della vita, alla cultura e al sociale è confermata dai primi questionari con le richieste dei cittadini, già esaminati.
Serve un impegno concreto per trasformare il plastico in realtà. «La volontà politica di farlo c’è – prosegue Tinagli – tutti siamo responsabili di questo spazio e una volta accolte le istanze della gente faremo sistema per realizzarlo, magari in 5, 10 o 20 anni…». I progettisti sarebbero già pronti a partire con gli interventi: il padiglione conferenze, poi le cucine, l’accoglienza e la caffetteria, la pista da ballo, il padiglione polifunzionale, sempre che i cittadini manifestino le stesse priorità. Ma prima ci sono alcuni problemi fondamentali da risolvere. Uno è trovare le risorse. «Il progetto sviluppato a livello preliminare potrebbe richiedere circa un milione e mezzo di euro» spiega Candido. «Noi non possiamo farcene carico», dice l’Arci. C’è chi pensa ai fondi europei, chi a canali pubblici e ai contributi di privati, come il segretario del Pd. L’altro è l’adozione del progetto da parte del Comune.
«Il progetto non può essere mutuato dal Comune, né commissionato né altro – dice il sindaco Sandra Scarpellini, riportando tutti alla realtà –. La possibilità di concretizzarlo è eventuale e dovrà seguire la normativa vigente, i passaggi non sono scontati. Il Comune è pronto a visionare altri progetti per lo spazio pubblico». Tra le procedure avviate dall’ente proprietario c’è l’acquisizione del terreno a parcheggio, che nel progetto allunga di 150 metri il parco verso il paese, ed è privato.
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