Gioco
In pista al dancing La Tavolozza rivivono gli anni d’oro di Marina
CECINA. Una serata tutta cecinese quella di domenica al dancing La Tavolozza, dedicata alle musiche e ai balli, ai ricordi degli anni epici, storici, del noto locale che fu ritrovo e divertimento...
CECINA. Una serata tutta cecinese quella di domenica al dancing La Tavolozza, dedicata alle musiche e ai balli, ai ricordi degli anni epici, storici, del noto locale che fu ritrovo e divertimento della gioventù a Marina nel periodo estivo dal 1960 al 1980. Una serata più all’insegna delle vecchie amicizie che della voglia di ballare, preferendo ascoltare le indimenticabili canzoni di allora interpretate, anche a richiesta, in stile raffinato e impeccabile da Marco Finotto che sulle basi musicali si è talora accompagnato con fisarmonica, tromba e sax.
C’erano quelli che avevano vissuto il clima del revival dell’anno scorso degli anni ‘60 e ‘70 ed altri che richiamati dal revival dei ‘70 e ‘80 si sono uniti in una girandola di bei ricordi. Testimonianze schiette, nostalgia, occhi lucidi, sorrisi citando fatti curiosi. «Della Tavolozza si possono raccontare tante cose, era il ritrovo di noi giovani – dice Luciana Simoncini, sposata Piccolo, parrucchiera al Ponte –. Nel 1974 avevo 18 anni e facevo l’apprendista presso una parrucchiera di Marina. C’ho visto Celentano, Marcella, I Ricchi e Poveri. Mio padre Federigo sì che sapeva tutto, ma è morto qualche mese fa. Faceva il cameriere al Settebello, lì andavano a mangiare i cantanti. Ricordava soprattutto i Ricchi e Poveri, per la gentilezza squisita, le battute, uno spasso».
Alfio Creatini oggi apprezzato costruttore di carri della Targa Cecina con le Casine e la moglie Annamaria Casagli dicono che «eravamo fidanzati ma alla Tavolozza ritrovavamo gli amici, era il divertimento di gruppo. Allora era tutto semplice, c’erano tanta speranza e fiducia nell’avvenire». Mentre Susanna Pecchia, presidente dell’associazione ricorda: «Ero giovanissima, furono gli ultimi anni del locale. Mi entusiasmò Battiato, ma vidi anche Fausto Leali, i Righeira e New Trolls». Loriano Pacchini, zio del maresciallo comandante della stazione cecinese dei Carabinieri: «Di ritrovi ce n’erano pochi, però la Tavolozza era il più frequentato, venivano pure da fuori. C’era veramente l’amicizia, la si apprezzava in modo particolare perché era di genuina sincerità. Oggi non c’è più. I giovani s’incontrano, vanno nei locali, si divertono, poi difficilmente si rincontrano».
Mauro Guglielmi ricorda e fa un appunto: «Cito i Pooh, avevano alla guida Riccardo Fogli, che è di Piombino e alcune volte venne ad esibirsi da solo. Gli ultimi anni vennero Luca Barbarossa, I Nomadi, Nini Rosso. Peccato davvero che la Tavolozza non ci sia più, avrebbe lavorato moltissimo anche oggi, contribuirebbe a rilanciare il turismo a Cecina». Quasi dello stesso tenore le parole di Roberto Trafeli, noto imprenditore cittadino: «Alla Tavolozza venne il meglio della musica italiana di quegli anni. E non solo italiana. Difficile ricordarli, sono passati tanti anni».
Paolo Marsili
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