Attenzione
Chiesti i soldi della multa pagata da 4 anni
La protesta di un cittadino: «Sfido a vedere quanti conservano le ricevute dopo così tanto tempo»
CECINA. Strascichi polemici per la storia a lieto fine di un cecinese, Marino Barbato, e una multa che prese nel Comune di Portoferraio. L’uomo circa quattro anni fu oggetto di una multa in circostanze a dir poco grottesche, indirizzato da una vigilessa in una zona con telecamera perché le strade da cui poteva uscire dalla piazza principale di Portoferraio erano tutte chiuse. In verità, neanche quella strada portava da nessuna parte. All’epoca, il comandante dei vigili urbani della cittadina elbana gli consigliò di pagare la multa perché avrebbe sicuramente perso, non ricordando chi fosse la vigilessa e non avendo testimoni. Barbato, in buona fede ma con qualche dubbio, pagò quegli ottantotto euro senza battere ciglio. Pochi giorni fa, la comunicazione da parte dell’Agenzia delle entrare per versare la somma dovuta e non pagata per quella multa nel frattempo lievitata a 270 euro.
Contattando la municipale di Porferraio, Barbato si è sentito rispondere, dicendo che la multa lui l’aveva pagata, «che la municipale non può controllare se effettivamente sia stata pagata», ed esibendo successivamente il tagliando della posta di Montescudaio, «che capita spesso che le poste non inviino il ricavo dei bollettini alla municipale».
«Una scusa un po’ imbarazzante» afferma Barbato. Che rincara la dose: «Vorrei vedere quanti cittadini perbene conservano la documentazione di una multa a quattro anni di distanza e riescono pure a trovarla. Secondo me il Comune di Portoferraio ci marcia su queste cose. Sarebbe quasi il caso che qualcuno aprisse un’inchiesta per verificare se effettivamente esistono gabelle di questo tipo per i non residenti per rimpinguare le casse comunali, un po’ come altri fanno con l’autovelox».
Accuse molto dure quelle di Barbato che però, fortunatamente, è riuscito a uscirne quasi indenne (la multa quattro anni fa la pagò) e che oggi si dice disponibile «ad affrontare questa battaglia per il prossimo».
Marco Cacci
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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