Sicurezza
Addio alla passerella, rimossa nella notte
La struttura sospesa che collegava le due parti di Rosignano Solvay è stata sezionata e tolta, riaperta la via Aurelia
ROSIGNANO. Smantellata la passerella di ferro che collegava via Aldo Moro con via Gigli. Il ponte sospeso sui binari ferroviari e sulla vecchia Aurelia non c’è più. Nella notte fra sabato e domenica, come previsto dal piano dei lavori, è stata rimosso. Quei grandi pezzi di ferro che componevano la struttura sono stati caricati sui camion e portati all’interno dell’industria Solvay, dove saranno sezionati e smaltiti.
I cantieri per l’intervento, finanziato dall’industria Solvay per 100mila euro, erano stati allestiti da giorni. Da metà luglio tecnici e operai di Rfi hanno lavorato per permettere che la notte tra il 26 e il 27 luglio tutto procedesse alla perfezione. E così è stato.
Le operazioni per lo smantellamento, a cui hanno assistito anche l’assessore alle infrastrutture e manutenzioni Piero Nocchi insieme allo staff dell’ufficio manutenzioni del Comune, hanno preso il via intorno alle 22 di sabato, quando l’area a sud di Rosignano è stata illuminata quasi a giorno per permettere lo svolgimento dei lavori. E alcuni capannelli di curiosi si sono riuniti in via Agostini, proprio a fianco del cantiere, ma anche lungo l’Aurelia. Perché in molti hanno voluto salutare per l’ultima volta quel ponte di ferro che da quasi cent’anni sembrava custodire il paese. Arrivando da sud la passerella appariva un po’ la porta di Rosignano Solvay, un arco dalle fattezze sobrie che sembrava accogliere i cittadini.
In passato, fino a una ventina di anni fa, la struttura era ancora molto utilizzata, anche perché la rampa lato monte oltre che permettere l’accesso allo stabilimento Solvay, era adiacente all’ospedale. Chiunque voleva raggiungere la struttura sanitaria dall’area sud di Rosignano, infatti, preferiva evitare di arrivare fino al passaggio a livello (anche quello chiuso alcuni anni fa) e affrontare invece il ponte sospeso che scavalcava i binari ferroviari.
Poi con la chiusura dell’ospedale, nel 1997, il numero di cittadini che utilizzavano la passerella è indubbiamente diminuito. E la struttura si è lentamente arrugginita.
Dei giorni scorsi la notizia dell’accordo tra azienda Solvay, Rfi e Comune di Rosignnao per una globale revisione del sistema di attraversamenti dei binari ferroviari. Una convenzione, quella fra i tre soggetti, che oltre alla rimozione della passerella prevede la ristrutturazione del sovrappasso per la stazione (che sarà pagata da Rfi), l’elettrificazione dei binari ferroviari all’interno del perimetro dello stabilimento chimico, e, ultimo punto del programma, la riqualificazione del sottopasso tra via della Costituzione e via del Fante.
Il primo punto del piano è stato realizzato quando domenica notte l’intera passerella è stata demolita. Dalle 23 gli operai hanno lavorato con le fiamme ossidriche per tagliare prima le porzioni laterali e le rampe del gigante di ferro (che sono state caricate su appositi furgoni). Poi, operazione quanto mai delicata eseguita con grande maestria, è stata la volta della rimozione del camminamento orizzontale, quello che passava sopra ai binari. Poco prima delle due di notte, dopo che i punti di raccordo laterali erano stati tagliati, una grande gru lo ha sollevato tutto intero per sistemarlo, con una manovra di precisione, nell’area di proprietà Solvay.
I lavori sono andati avanti tutta la notte con la rimozione delle torri (su via Gigli, via Aurelia, via Aldo Moro e in mezzo ai binari) che sostenevano la struttura.
E ieri mattina al risveglio i cittadini non hanno trovato traccia del gigante di ferro.
Anna Cecchini
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