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Vendita farmacie verso lo scontro I 5 Stelle: «Un errore»

Vendita farmacie verso lo scontro I 5 Stelle: «Un errore»

Raccolta di firme e banchetti dei grillini in città «Perché rinunciare ad un introito di 120mila euro l’anno?»

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CECINA. E’ polemica sulla vendita delle farmacie comunali. Il Movimento 5 Stelle voterà contro l’atto di martedì prossimo in bconsiglio per determinare gli indirizzi per la dismissione (alienazione) della quota comunale nella Acg, la società che gestisce le farmacie comunali. Per questo i grillini cecinesi hanno già organizzato una raccolta di firme: i banchetti saranno presenti stamani a Cecina Mare inizio mercato lato est e pomeriggio a Cecina in Corso Matteotti all'interno del Mercatino dell'Antiquariato. Domani pomeriggio nuovamente a Cecina Mare in Largo Cairoli e martedi mattina all'inizio del mercato settimanale lato nord.

«Martedì prossimo - scrivono i 5 Stelle - la cittadinanza di Cecina rischierà di essere privata di un bene prezioso: infatti uno dei punti dell'ordine del giorno, nell'ambito dell'approvazione al bilancio di previsione per l'esercizio 2014, sarà l'alienazione dell'Azienda Farmaceutica Cecinese. L la srl uninominale, il cui titolare è il sindaco, è già in vendita, a causa dell'incomprensibile disinteresse da parte della precedente amministrazione nei confronti di questo bene comune. Fortunatamente le tre aste che si sono tenute in passato sono andate deserte. Ma il Sindaco Samuele Lippi, insieme alla giunta ed ai suoi consiglieri, è determinato nel dare l'impulso definitivo ad una (s)vendita assolutamente appetibile per soggetti privati». I 5 Stelle danno alcuni numeri: da contratto l'Azienda Farmaceutica Cecinese paga al Comune il 3% del proprio fatturato, parliamo di circa 3 milioni di euro l'anno. Il Comune percepisce inoltre circa 25.000 euro ogni anno dall'affitto dei locali che ospitano la farmacia di Marina (quella della Vallescaia paga l'affitto dei locali a privati ad un prezzo più che doppio; è così che il Comune aiuta una propria partecipata?). Quale amministrazione si priverebbe, a due soli mesi dall'insediamento, senza nemmeno avere il tempo di verificare la situazione, di un introito di circa 120.000 euro ogni anno? La vendita dell'Azienda Farmaceutica Cecinese un tempo fu una scelta obbligata, in quanto la legge imponeva ai Comuni di vendere una società partecipata che presentasse per tre anni consecutivi un deficit di bilancio. Il deficit di bilancio ci fu, è vero. Ma non tutti sanno che fu in buona parte determinato da un banale errore di base nel sistema inform. Il Comune ha applicato rigorosamente gli interessi al debito che, per vizi di forma più che di sostanza, la sua partecipata aveva nei suoi stessi confronti (può sembrare aberrante, ma è proprio così): ad oggi si parla di circa 300.000 euro che l'Azienda Farmaceutica Cecinese deve al Comune. Ma è sostanzialmente sana, non ha debiti verso terzi». Da qui l’appello alle minoranze perché votino compatte contro questa vendita.

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di Redazione web