Sicurezza
Sel: «Pensiamo agli evasori e al giro clandestino di merce»
CECINA. La manifestazione di martedì? «Solo apparenza - scrive Mauro Bini di Sel - e un mettersi a posto la coscienza come abbiamo potuto già affermare nascondendo quelle forme di razzismo che stanno...
CECINA. La manifestazione di martedì? «Solo apparenza - scrive Mauro Bini di Sel - e un mettersi a posto la coscienza come abbiamo potuto già affermare nascondendo quelle forme di razzismo che stanno dietro a ognuno. La legalità prevede un forte impegno di lotta all'evasione e di tutela dei diritti, non l'uso dei manganelli modello Viareggio e Rimini».
Secondo Bini “una parentesi significativa andrebbe aperta sulla preparazione e sulle abitudini dei consumatori che per primi andrebbero formati e resi più consapevoli”. «Storicamente il nostro paese è da sempre stato uno dei maggiori produttori di falso anche in termini di qualità della contraffazione che adesso, nel mondo globalizzato, è decentrata in altri paesi.. I canali di distribuzione sono sostanzialmente tre: canali di vendita al dettaglio dove i prodotti contraffatti sono mescolati agli altri- gli ambulanti, spesso controllati da organizzazioni criminali ed infine il commercio elettronico. Il giro di denaro equivale a circa 7 miliardi di euro, sottrae al fisco 1, 7 miliardi e secondo i ricercatori del Censis priva il mercato di 110 mila unità potenziali di lavoro a tempo pieno». E aggiunge: «Di tutto questo gli immigrati con i borsoni pieni di oggetti contraffatti non sono certi i colpevoli. In Italia, il 75,7% dei prodotti contraffatti proviene dalla Cina, il 12,4% dall'Ungheria, il 4,4% dalla Thailandia, il 3,5% da Hong Kong, l'1,4% dal Marocco. Prendersela con gli immigrati è assurdo oltre che inefficace e quindi che fare? Cercare una soluzione con l'aiuto del buon senso. Uno dei campi su cui va giocata questa importante partita è quella dell'evasione fiscale e della complicità che gli stessi produttori, in particolar modo quelli di abbigliamento firmato, danno al mercato clandestino assicurandosi una fetta sicura e non dichiarata di guadagno e di pubblicità gratuita».
Per Sel “le conseguenze di quest'economia illegale sono un circolo vizioso che inquina il tessuto sociale nel suo insieme e l'unica soluzione possibile è quella della concertazione degli interventi che prevedano oltre alla lotta all'evasione la valorizzazione del territorio e in secondo luogo la cooperazione fra i diversi soggetti interessati. I commercianti locali non avrebbero niente da perdere se ci fosse una certa attenzione nel pianificare le attività degli ambulanti affinché vendano artigianato etnico piuttosto che cineserie, richiamando chi vende prodotti non contraffatti. Questo potrebbe essere un primo passo anche per contrastare le organizzazioni criminali che stanno dietro a questo colossale business semi nascosto». E chiude: «Al contrario, le proteste a senso unico come quella effettuata dai commercianti di Cecina contro gli abusivi sono un esempio di non collaborazione e di scontro. Prendersela con l'ultimo anello della catena è tipico della nostra società ma è assolutamente inutile e controproducente per tutti, anche per gli stessi commercianti. Vorrei ricordare che proprio a Cecina si svolge da 20 anni il meeting antirazzista dove questi problemi sono stati sempre affrontati ma abbiamo potuto notare sempre, una grande assenza delle categorie e dei cittadini di Cecina».
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