Il Tirreno

DELL’ARTISTA ELISA LORENZELLI

Scultura per la Liberazione in centro a San Vincenzo

di Paolo Federighi

SAN VINCENZO. Ha 31 anni e disegna da quando era piccola. Lì, a scuola, a volte per lei non era semplice stare attenta alle spiegazioni delle maestre: la passione per le forme da raffigurare e per...

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SAN VINCENZO. Ha 31 anni e disegna da quando era piccola. Lì, a scuola, a volte per lei non era semplice stare attenta alle spiegazioni delle maestre: la passione per le forme da raffigurare e per quelle da modellare con il Das era troppo forte.

Passava le giornate a guardare il nonno, bravo disegnatore per diletto, tratteggiare sul foglio con lapis appuntiti le linee di un viso, di una mano, di un corpo. Elisa Lorenzelli è giovane, ma di strada ne ha già fatta abbastanza. La scultura è la disciplina artistica a lei più congeniale e che tante soddisfazioni le ha già dato.

La scultura, per lei, significa marmo: marmo di Carrara o marmo rosso di Sassetta, ma pur sempre marmo. L’artista sanvincenzina ha appena visto collocare il suo monumento in marmo rosso di Sassetta, dal titolo “Liberazione”, nel pieno centro di San Vincenzo, dove il 12 luglio è stato scoperto in occasione delle celebrazioni della liberazione, appunto, di S.Vincenzo, avvenuta il 27 giugno 1944. Un bel monumento, raffigurante le forme sinuose di una donna che pare proiettarsi verso l’alto, come divincolandosi da un giogo, con una bandiera dietro di sé. Uno stile particolare, ispirato, per stessa ammissione di Elisa, alle opere di Viani, Signori e Carabella. Uno stile figlio dell’astrazione organica, di Harp e di Moore, con protagonisti figure animali, creature marine, uccelli.

Poco tempo fa una sua bella scultura è stata collocata all’interno di un lago in Germania, mentre in una piazza umbra campeggia un’altra sua opera al fianco di una creazione di Arnaldo Pomodoro. E poi mostre ovunque in Italia fin da quando iniziò a frequentare l’Accademia di Carrara, subito dopo aver terminato il liceo artistico di Grosseto, dove insegna l’amico Daniele Govi, tra i più illustri artisti sanvincenzini (“Non ho avuto, purtroppo, il grande onore e piacere di averlo come insegnante”, dice Elisa).

“E’ al liceo – dice Elisa Lorenzelli – che ho potuto sviluppare la mia passione, soprattutto grazie all’aiuto della docente Antonella De Felice. Poi, all’Accademia di Carrara, ho scelto scultura con indirizzo ‘marmo’.

All’Accademia ho conosciuto due persone importantissime per me, ossia i docenti e famosi scultori Francesco Cremoni e Piergiorgio Balocchi, con i quali ho fatto mostre anche all’estero”. Elisa è partita dal figurativo, dal disegno, dai ritratti. Poi ha sì prediletto la scultura in marmo, ma si è cimentata sovente anche in quella in ferro e in bronzo. Adesso lavora con la galleria “Mirò” di Teramo, ed ha iniziato ad esporre le proprie opere grazie a Michele Greco, della galleria “Greco Arte” di Fucecchio.

In più, lavora a stretto contatto con il famoso critico Alberto d’Attanasio. Ha partecipato al “Festival dei due mondi” di Spoleto ed è stata fra i protagonisti dell’ideazione e dell’organizzazione del “Simposio di scultura” di Sassetta, evento ormai affermato e della cui giuria fa parte. Ma nonostante le già tante soddisfazioni, Elisa Lorenzelli non si ferma: ha altri progetti di monumenti per alcuni Comuni italiani. Lavora spesso alla terra dei suoi genitori a San Vincenzo, dove ha creato una sorta di taller. A volte lavora a Carrara, altre volte a Sassetta. Frequenta San Vincenzo, il suo paese, che lei ama ma di cui sente una necessità: più spazio per l’arte. “Sì – dice Elisa – San Vincenzo deve dare più spazio all’arte. Quest’aspetto, qui, manca”. Stima particolarmente Daniele Govi, Giampaolo Talani, Fabrizio Filippi ed Elena Falchi, scomparsa recentemente a neanche 40 anni e alla quale la legava una profonda amicizia.

A San Vincenzo ha un’amica speciale: Anna Niccolini. Ma sa che oggigiorno è difficile intraprendere la strada dell’arte, e non può fare a meno di ringraziare alcune persone che l’hanno sempre spinta ad intraprendere tale cammino nonostante i dubbi e le difficoltà. “Ho diversi amici importanti – dice Elisa – ma Anna è l’amica del cuore fin da quando ero piccola. Io so che la strada che ho intrapreso è lunga e difficile, e dovrò sempre migliorarmi”.

“Ma ringrazio i miei genitori e il mio fidanzato per avermi sempre spinta – conclude - nonostante le difficoltà del lavoro di artista oggigiorno”.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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