Il dolore
Controlli al mercato e in viale Galliano
I dati dei vigili urbani: dall’inizio dell’anno 10 sequestri (l’anno scorso furono 21). E il Comune promette un giro di vite
CECINA. Spiagge come un suk, viali a mare in mano agli abusivi. E' lo scenario che dipingono i commercianti, che dicono basta alla "bancarella selvaggia" o al "tappetino fuorilegge" (in molti casi gli ambulanti stranieri stendono la loro merce così, se va bene). D'estate il fenomeno s'intensifica, ovviamente, è cominciano a levarsi le proteste.
E' successo a Cecina, dove sono scese in campo le associazioni di categoria, tutte, ed i negozianti cecinesi (di Marina e non) e il loro malcontento è sfociato nella manifestazione di martedì scorso. Un centinaio a dire basta all'illegalità ma anche no al razzismo. Troppi i timori, tra gli organizzatori, che l'iniziativa potesse essere bollata come una manifestazione contro gli immigrati venditori ambulanti. E la polemica nonostante tutto non è mancata, con l'Arci e Sel che non sono si sono defilati dalla manifestazione ed hanno anzi attaccato gli organizzatori per una guerra scatenata nei confronti dei più deboli.
Da parte sua l'amministrazione comunale (il sindaco era presente al sit in dei commercianti) ha promesso severità nel sanzionare l'illegalità (più controlli, più multe), disponibile tuttavia ad aprire un tavolo per consentire anche agli immigrati di poter esercitare in piena regola la loro attività, magari offrendo nuovi spazi ed opportunità. Intanto garantirà più controlli da parte dei vigili urbani. Che pure nell’attività di contrasto al commercio abusivo su area pubblica segnalano 10 sequestri dall’inizio dell’anno fino al 23 luglio svorso: 7 effettuati su aree di mercato, 2 in viale Galliano e uno in Largo Cairoli a Marina. Pressapoco sui numeri dello scorso anno quando i sequestri furono 21: 21 effettuati nelle aree di mercato, 6 in viale Galliano e uno in una spiaggia libera.
Ma bastano i sequestri della merce, contraffatta o meno, a fare da deterrente al fenomeno dell’abusivismo? Anche su questo aspetto ci sono diverse vedute. I commercianti e le associazioni la ritengono, perlopiù, una delle diverse strade percorribili. Certo, dicono, non basta, ma è necessario ripristinare la legalità: chi non è in regola non può vendere.
C’è chi fa notare - soprattutto da sinistra - che la sanzione di per sè non risolve il problema ma è invece necessario stroncare il mercato clandestino, chi produce merce contraffatta. E che si alimenta di lavoro nero e fa da polmone a situazioni di illegalità diffuse. E lancia la proposta di aprire un tavolo perché anche gli immigrati che vogliono vendere i loro prodotti non siano discriminati. Su questo l’amministrazione comunale lancia l’ipotesi di allargare il mercatino etnico e chiede la collaborazione dei comuni limtrofi, magari per concentrare le iniziative. E per questa estate promette di rafforzare la presenza dei vigili e dei controlli sul territorio di Marina.(a.r.)
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