Il Tirreno

Se la spiaggia è una barriera

di Paolo Federighi
Se la spiaggia è una barriera

San Vincenzo, per una disabile in carrozzina il mare nella zona del centro è inaccessibile

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SAN VINCENZO. Laura Lucani e sua madre ci guidano fra gli ostacoli di una giornata da cittadini di serie B. Laura ha 52 anni, è di Firenze e viene a San Vincenzo dal 1967. Sua madre è sulla sedia a rotelle. «Mi piacerebbe farci montare qualcuno, qui sopra – ci dice Laura – oppure farlo venire al mio posto a spingere la carrozzina. Ci si riempie la bocca con la parità di diritti, ma a chi se la riempie farei vivere una giornata così. E tutto solo per stare un’ora o due al mare». Laura sorride. Non è più neanche un sorriso amaro, dopo tanto tempo, ma ironico. Cerchiamo di sorridere come Laura e vi invitiamo a seguirci per vivere questa fantastica giornata. Soltanto, in fin dei conti, per stare un’ora o due con le gambe in un mare che vedremo solo da lontano e di cui fiuteremo solo l’odore.

Partenza. Via del Castelluccio, incrocio con via Mazzini. Troppe buche sul marciapiede. Andiamo in strada e guardiamo che non arrivino auto, bici o moto. Laura deve risalire sul marciapiede, di spalle: con un piede fa leva per alzare la carrozzina. Attraversiamo sulle strisce: la carrozzina s’incaglia in una buca. «Mi devo girare e fare come prima. Sul marciapiede, ruoteremo pian piano di faccia». Fra buche, incroci e sconnessioni, raggiungiamo le strisce pedonali per andare in via Matteotti: scalini all’inizio, a metà e in fondo all’attraversamento. Di spalle. Come sempre.

Seconda tappa. Verso il Passaggino. L’intersezione all’altezza di via di Mezzo è in pendenza; Laura riesce a non perdere il controllo della carrozzina e così, dopo altri scalini, siamo al Passaggino. Discesa ripida e verso corso Italia: siamo sull’orlo della retrocessione in serie C.

Corso Italia. All’incrocio fra corso Italia e il Passaggino. Fra avvallamenti e buche. Lo scalino dal marciapiede alla strada è alto. Faticosamente, siamo dalla parte opposta (dopo l’ennesimo dislivello salito di spalle), diretti verso piazza Grandi: i lampioncini con panchinette sottostanti e la merce esposta fuori dai negozi restringono lo spazio. Passa un signore che spinge la moglie, in carrozzina, sulla ciclopista. In fondo a piazza Grandi, l’improponibile “piazzetta” con salite e discese tipo montagna russa.

Una chicca. Giriamo e scendiamo verso l’area portuale. Dietro il negozio InCoop, un cancello in legno con catena e lucchetto. Come arrivare in spiaggia? Salita, indietro e imbocchiamo via Elba. Vicini alla balaustra che separa la strada dalla spiaggia, troviamo una discesa. Dobbiamo aiutare Laura tenendo la carrozzina. A sinistra scale, a destra una discesina con soli due o tre metri di passerella. Niente da fare.

Il bagno per disabili. Laura chiede troppo: poter andare al mare in centro con sua madre. «Vada al bagno per disabili alla Conchiglia, è fatto apposta», le hanno consigliato alcuni. Spiazzante. Risposta: «Perché devo prendere l’auto e andare alla Conchiglia se voglio andare in centro?». Per molti, fatto lo stabilimento “per i disabili”, il problema è dato per risolto. Niente passerelle, ok ai cancelli con catena e lucchetto. D’altra parte c’è il bagno “fatto apposta”, no? Che dire? È un campionato in cui nessuno vincerà mai lo scudetto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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