La manifestazione
Sversamento sulla spiaggia La protesta dei bagnanti
Attesi per domani i risultati dei rilievi di Arpat sull’arenile Monte alla Rena Intanto ieri il Comune ha ripulito la zona dai detriti, e la balneazione non è vietata
ROSIGNANO. La spiaggia resta aperta, ma certo i bagnanti prima di stendersi al sole, attendono i risultati delle analisi di Arpat.
Continua la protesta di esercenti, cittadini e turisti che frequentano il lungomare Monte alla Rena, dopo lo sversamento che nella notte tra lunedì e martedì ha portato sull’arenile un liquidi scuro e maleodorante misto a detriti di ogni genere.
Il timore dei cittadini è che quel materiale sia in realtà costituito da liquami, che di fatto renderebbero inagibile - perché igienicamente poco sicura, la spiaggia libera di Rosignano Solvay.
L’Arpat, che nel tardo pomeriggio di martedì ha effettuato alcuni campionamenti, fa sapere di aver messo in coltura (ossia avviato le necessarie analisi) nella mattina di ieri. Ciò significa che i risultati dei controlli si avranno dopo 48 ore (venerdì mattina), a meno che durante le analisi già dopo 24 ore - cioè questa mattina - non emerga che il quantitativo di batteri riscontrati all’interno dei campioni prelevati sfora già la quantità consentita.
A quel punto è evidente che l’amministrazione comunale dovrebbe vietare la balneazione in quel tratto di spiaggia libera che costeggia il lungomare Monte alla Rena. Decisione che il Comune non ha preso fino a ieri, visto che «dai sopralluoghi fatti più volte dai tecnici non sembrava si trattasse di liquami», come ha detto l’assessore all’ambiente Valentina Domenici.
Fatto sta che i titolari di stabilimenti balneari e negozi, oltre che i bagnanti, si interrogano sulla provenienza di quel materiale scuro e maleodorante che dal fosso a nord del bagno Lo Scoglietto si è riversato sia sull’arenile che lungo la passeggiata.
Immediato, martedì mattina, l’intervento dei tecnici del Comune, che hanno avvisato dell’accaduto Asa ( a cui fanno capo le fognature nere). La paura dei frequentatori della zona, e in verità anche degli amministratori, è infatti che possa essersi ripetuto il fenomeno dello scorso anno, quando a inizio stagione, a causa di un temporale assai simile a quello che si è abbattuto sulla costa nella notte fra lunedì e martedì scorsi, le pompe di sollevamento delle fognature che di Asa (posizionate nella zona a monte del lungomare) andarono in tilt, lasciando fuoriuscire i liquami. In quel caso, visto che le analisi di Arpat chiarirono la reale presenza di batteri nocivi, il Comune decise di tenere chiusa la spiaggia libera per svariati giorni, e di effettuare la bonifica della sabbia (che fu in buona parte sostituita perché la rena era colma di materiale igienicamente non in regola).
Gli esercenti del lungomare hanno paura che quello successo nei giorni scorsi sia un caso similare perché dicono di aver visto saltare tutti i tombini presenti nella zona e sottolineano come il materiale in uscita dal fosso che sfocia in mare avesse un colore preoccupante e fosse di cattivo odore.
In attesa dei risultati dei campionamenti fatti martedì pomeriggio da Arpat, ieri mattina operai del comune hanno ripulito l’arenile Monte alla Rena e la Rea ha provveduto a portare via i detriti.
Quanto ad eventuali divieti di balneazione l’assessore Domenici spiega che «non abbiamo ancora la comunicazione ufficiale da Arpat, appena arriva guarderemo come muoversi».
Anna Cecchini
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
