Il Tirreno

Sui contributi elettorali c’è chi vuole tutti i nomi

di Manolo Morandini
Sui contributi elettorali c’è chi vuole tutti i nomi

Il dibattito politico sposta il tiro sulle voci di autofinanziamento dei rendiconti Arcobaleno per Cecina: «Chi amministra dica i sostenitori e le cifre incassate»

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CECINA. Nero su bianco. Quel rosso bus londinese a due piani che in piena campagna elettorale ha tirato la volata alla candidata a sindaco Pamela Tovani è costato poco meno di 2.400 euro, carburante e tasse comprese. Ma stando al dibattito politico a tenere banco è soprattutto la curiosità che si è addensata sui 15.350 euro di contributi raccolti dal Partito democratico per finanziare la campagna di Samuele Lippi. Curiosità che non trova uguali, invece, per le altre liste che hanno corso alle amministrative, chiuse con il ballottaggio dell’8 giugno.

Il quadro. Il quadro dei rendiconti di spesa delle tredici liste d’appoggio ai cinque candidati a sindaco è quasi al completo. All’appello, spulciando l’Albo pretorio del Comune di Cecina, mancano solo i conti di Alleanza per Cecina e Uniti per la svolta: entrambe liste schierate in favore del candidato Paolo Barabino. Un atto di trasparenza il rendiconto delle spese sostenute che devono essete depositate alla segreteria generale del Comune entro trenta giorni dalla consultazione elettorale. Tra gli eletti hanno presentato i conti entro i termini, ovvero il 9 luglio, le liste collegate al sindaco Lippi, ovvero Riformisti, Partito democratico e Cecina 2020, il Movimento 5 stelle e Sinistra ecologia e libertà.

I contributi. C’è chi li presenta come contributi e chi parla di autofinanziamento. Ma in entrambi i casi si tratta dei soldi raccolti dalle liste per sostenere le spese della campagna elettorale. Quelle che hanno tirato la volata a Pamela Tovani, Marina per Cecina, Cecina Insieme, Uniti per Palazzi e Cecina può cambiare, dichiarano nel complesso 2mila euro di autofinanziamento iniziale e altri 5.900 derivati da una cena elettorale. Sia Sel che i 5 Stelle nel rendiconto riportano solo i dettagli delle voci di spesa ma non le entrate. Anche due delle tre liste a sostegno di Lippi, Cecina 2020 e Riformisti seguono lo stesso criterio. Mentre il Pd a fronte di una spesa di 23mila euro dichiara 15.350 euro di contributi da parte di terzi, 2mila da una cena elettorale, 4.837 da parte del partito e 827 euro derivati dalle sottoscrizioni per le primarie del centrosinistra. Il partito di Paolo Barabino Forza Italia dichiara spese per 2.845 euro a fronte di pari entrate ricevute da sostenitori. Mentre Arcobaleno per Cecina nel rendiconto riporta uscite per 172 euro e zero sia alla voce quote di sostenitori che per finanziamenti.

Il nodo. Citano l’articolo 3 del Codice etico del Pd gli esponenti di Arcobaleno per sollecitare il sindaco Lippi a rendere pubblici i nomi e le cifre elargite da ciascun finanziatore privato. «Il partito che dovrà amministrare Cecina nei prossimi cinque anni e che pone tali principi di trasparenza all’interno del proprio codice etico debba rendere conto ai cittadini di coloro che hanno contribuito con una cifra così importante ad eleggere il sindaco e, per aderenza, a nominare i componenti della giunta. Questo perché sia chiaro a tutti che a ogni provvedimento che questa amministrazione prenderà nel corso dei prossimi cinque anni non corrisponda un trattamento di favore ad personam verso chi ha contribuito finanziariamente alla sua elezione». Il sindaco Lippi non si tira indietro. «Farò anche questo rendiconto, ma pretendo che chi e tutte le forze politiche facciano altrettanto – dice –. Abbiamo dichiarato i contributi nel minimo dettaglio, rendicontando anche le spese per la campagna dei consiglieri comunali».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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