Il Tirreno

«Sterilizzare le nutrie e rilasciarle nei fossi»

«Sterilizzare le nutrie e rilasciarle nei fossi»

Il Wwf contro la decisione della Provincia di abbattere gli esemplari malati e allontanare quelli sani: «Se non si riproducono, destinate a scomparire»

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ROSIGNANO. Ammettono che le nutrie costituiscono un pericolo per l’ecosistema locale, ma rigettano completamente l’idea di sterminarle.

Il caso delle nutrie nei fossi della Mazzanta sta richiamando sempre di più l’attenzione di ambientalisti e animalisti. Stavolta, a commentare l’ordinanza in cui la Provincia decreta, in accordo con il servizio veterinario dell’Asl6, cattura e abbattimento degli esemplari, sono i rappresentanti del Wwf Val di Cecina.

L’ipotesi della Provincia, arrivata dopo la delibera del Comune di Rosignano che vieta di dar da mangiare alle nutrie, è quella di catturare con gabbie gli animali per verificarne lo stato di salute: in caso siano sani prevede di reimmetterli in natura, ma in un diverso habitat, mentre in caso siano alati ipotizza di ucciderli (tra l’altro con metodi piuttosto forti: si parla di iniezione letale o arma da fuoco dopo stordimento da gas).

Ecco il Wwf si dice contrario a queste metodologie, e suggerisce alcune alternative.

«Le nutrie o castorini - si legge in na nota del Wwf - sono animali non autoctoni, ossia non presenti naturalmente nelle nostre zone. Per tale motivo non c'è dubbio che esse costituiscono un pericolo per l'ecosistema a danno della diversità biologica dello stesso. Ma da qui a sterminarle ce ne corre. Questi animali, da un certo punto di vista sfortunati, sono stati importati in Europa per utilizzarne la pelliccia, poi sono stati liberati in modo irresponsabile».

I rappresentanti del Wwf proseguono spiegando che «le campagne di cattura e uccisone portate avanti negli anni sono sostanzialmente fallite, mentre un'alternativa potrebbe essere quella di sterilizzare le colonie esistenti, in modo da bloccarne la riproduzione e lasciar fare il corso alla natura, tanto più che la delibera della Provincia (a proposito, ma le Province non erano state abolite?) è abbastanza vaga sulla destinazione degli animali non immediatamente abbattuti».

Secondo il Wwf potrebbero benissimo essere reimmesse nei canali di bonifica nella zona della Mazzanta, i cui argini sono sufficientemente robusti da non essere intaccati, «almeno stando alle dichiarazioni del comandante della Polizia provinciale di Cecina del febbraio scorso». Un metodo per non arrivare alla situazione limite delle nutrie che infestano la zona a sud di Vada, evitando però di ucciderle o portarle chissà dove. «In tal modo - termina il Wwf - si coniugherebbe la giusta salvaguardia ambientale con l'altrettanto giusto e forte sentimento animalista presente in vasti strati della società».

Il futuro delle nutrie della Mazzanta - dopo che Comune e Provincia ne hanno decretato di fatto l’abbattimento - sta diventando un caso. Ne parlano i cittadini e soprattutto le associazioni di ambientalisti.(a.c.)

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