Sicurezza
Guerra aperta alla musica nei locali
Decine di telefonate alla polizia municipale, che interviene per verificare i decibel. Cosimi: «Chiamano soprattutto i turisti»
ROSIGNANO. È guerra aperta ai rumori notturni e così fioccano decine di le telefonate ai vigili urbani. Che ogni volta sono costretti a intervenire, verificando il rispetto delle regole in materia di regolamento acustico.
A chiamare i vigili sono i cittadini, soprattutto turisti, che chiedono interventi mirati per far abbassare il volume nei locali che fanno attività di intrattenimento.
È accaduto sabato scorso, da poco passata la mezzanotte, alla Limonaia ma «praticamente non c’è notte – dice Dalida Cosimi responsabile della polizia municipale – che il nostro centralino non riceva richieste di intervento per far abbassare o per far cessare spettacoli di intrattenimento musicale organizzati su tutto il territorio».
Accade a Castiglioncello, dove molti locali propongono musica dalle 22 in poi, a Caletta, alle Forbici, alla Mazzanta ma anche a Rosignano Marittimo e addirittura al luna Park di Vada. «Quest’anno, visto il numero di segnalazioni ricevute sino ad ora – continua Cosimi - la situazione sembra peggiore rispetto alle estati passate. Stiamo ricevendo davvero molte segnalazioni».
Il dato, che sorprende, è che la maggior parte delle chiamate che i vigili stanno ricevendo non arrivano dai residenti, come parrebbe più logico, ma «soprattutto dai turisti» precisa Cosimi. E dunque se da un lato i proprietari di ristoranti, pizzerie, bar e locali di ritrovo si fanno in quattro per organizzare feste e attività di intrattenimento pensando così di migliorare il, livello di accoglienza turistica, dall’altro lato un discreto numero degli stessi turisti è pronto ad alzare la cornetta per chiamare i vigili se la musica si prolunga di molto oltre la mezzanotte.
Altro aspetto da chiarire: «I nostri interventi – continua Cosimi – non vanno oltre l’una di notte. Fino ad ora non abbiamo mai fatto cessare alcuna attività perché, per fare questo, dovremmo programmare un intervento con Arpat per misurare, attraverso il fenometro, l’intensità del rumore; agiamo in tal senso solo in caso di esposti scritti. Ciò che fino ad ora abbiamo fatto è semplicemente controllare se le attività di intrattenimento musicale notturno avessero o meno l’autorizzazione». Autorizzazione che «prevede una valutazione di impatto acustico eseguita da ingegneri e tecnici del suono. Purtroppo – conclude Cosimi - non tutti i locali che fanno musica di notte possiedono questa autorizzazione».
L’ordinanza del sindaco per regolare l’attività di intrattenimento all’interno e al’esterno dei locali, se da un lato dà la possibilità ai locali, dal 15 giugno al 15 settembre, di fare musica sino alle due di notte (con deroghe sino alle 4 del mattino durante la Notte blu o per altre manifestazioni che abbiano comunque particolare rilievo), dall’altro fa chiaro riferimento al fatto che le emissioni sonore non devono superare i limiti previsti dalle normative relative al rispetto dell’inquinamento acustico. E non solo. Il provvedimento precisa che tali attività sono subordinate al possesso del titolo abilitativo nonché alla valutazione di impatto acustico.
Discorso diverso per le discoteche che possono rimanere aperte sino alle 4 del mattino purché provviste delle necessarie autorizzazioni. Perciò, se da un lato molti giovani lamentano la mancanza di locali dove tirare tardi a tempo di musica o di iniziative di ntrattenimento, dall’altro sono gli stessi turisti che sempre più spesso chiedono l’intervento dei vigili per disturbo della quiete notturna proprio a causa del volume della musica.
Un contrasto difficile da risolvere, visto che i locali organizzano serate di divertimento per allietare i visitatori, che poi (forse i meno giovani) tendono a lamentarsi dell’eccessivo caos notturno.
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