Il Tirreno

la rimpatriata: tradizioni

Quelli dello storico agrario passano il testimone ai giovani

Quelli dello storico agrario passano il testimone ai giovani

CECINA. Gli anni passano inesorabilmente per tutti, le tradizioni possono essere portate avanti ma anche finire. È quanto ha deciso il gruppo degli studenti, o meglio i pochi superstiti, che a metà...

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CECINA. Gli anni passano inesorabilmente per tutti, le tradizioni possono essere portate avanti ma anche finire. È quanto ha deciso il gruppo degli studenti, o meglio i pochi superstiti, che a metà del secolo scorso uscirono per la prima volta con la licenza di perito dalla vecchia e storica scuola d'agraria di Cecina. Loro hanno deciso di passare il testimone, auspicando che l'iniziativa di ritrovarsi sovente in una conviviale l'abbiano i nuovi diplomati in agraria di oggi dell'istituto Marco Polo. Ennio Casini è quello che sin qui ha tenuto le fila, e con lui la storia va lontana: «Nel 1945 Cecina, martoriata e in buona parte distrutta da oltre quaranta bombardamenti aerei, iniziava la ricostruzione - racconta - l'attività scolastica era ripartita l'anno precedente, con le macerie ancora fumanti, in locali di fortuna. Al primo piano dell'attuale Cassa Risparmio di Volterra c'era già la scuola di avviamento professionale all'agraria, e per dare la possibilità agli studenti di proseguire nacque la scuola tecnico-agraria nella sede del Consorzio agrario provinciale, vicino alla Stazione, che con un biennio di studi rilasciava il titolo di agente agrario. Aveva breve durata ma era sufficiente per dare a molti la possibilità di diplomarsi, lavorare, ed eventualmente laurearsi». Così fecero Casini e company. Che hanno mantenuto uno spiccato spirito di bandiera, tant'è trent'anni dopo, 1977, gran parte di loro si ritrovarono attorno ai tavoli dell'Hotel Massimo: «Fu la prima rimpatriata - dice Casini - ed ebbe un gran successo di partecipazione, di serenità e gioia di ritrovarsi in un'età in cui la spensieratezza giovanile lasciava il passo alla saggezza senza rimpianti. E poiché tra le tante scuole di Cecina mancava quella a indirizzo agrario, demmo ai giornali un documento nel quale si chiedeva alle autorità il ripristino della scuola di agraria. Ci lasciammo con l'intenzione di ritrovarci in seguito altre volte». L'hanno fatto nel 1987, 1988, 1997 festeggiando i 50 anni del diploma di perito agrario, nel 2000 per salutare il nuovo secolo. «Purtroppo si notava una continua diminuzione di partecipanti - sottolinea Casini - non per mancanza di volontà ma per funesti eventi legati a tutti i mortali». Le conviviali sono diventate addirittura annuali, aperte anche ai familiari. È stato sempre caldeggiato il ritorno della scuola d'agraria a Cecina, ma si sono dovuti attendere ben 25 anni… L'indirizzo agrario presso l'Istituto Marco Polo venne deliberato nel 2002, e ne seguì anche un iter burocratico. «Alla sua nascita - ricorda Casini - io e altri 7 chiedemmo al preside dottor Luigi Di Pietro di incontrarci con i nuovi studenti per porgere un augurale benvenuto e la consegna, metaforica, del testimone dopo lunghi anni d'attesa. Fu l'inizio di una collaborazione tra noi, il preside e la scuola, con stima e amicizia reciproca, tanto che negli ultimi anni ai convivi hanno partecipato alcuni studenti dell'ultimo anno e insegnanti in una sorta di gemellaggio fra il passato e il presente». Nei giorni scorsi l'ultima conviviale: «È stato il 19° appuntamento, dopo 37 anni dal primo e 67 dalla licenza scolastica - chiosa Casini - ed è avvenuto nello stesso ristorante da dove si era partiti, l'Hotel Massimo»; e aggiunge soddisfatto: «Erano presenti le insegnanti Cinzia Francalacci e Simonetta Simoncini che ci hanno illustrato le attività della scuola evidenziando l'ottimo comportamento degli studenti e che da quella prima classe di sedici si è oggi arrivati a 4 prime classi».

Nella foto: seduti Mino Fierabracci e la moglie, Vittoriano Geppi; in piedi da sinistra Evi Taddei, Vania Casini, Giuseppe Cavallini, Ennio Casini, Giuliana Cavallini, Marisa Casini, signora Geppi, Franco Casini. Assenti nella foto Emo Agostini e le insegnanti del Marco Polo Cinzia Francalacci e Simonetta Simoncini.

Paolo Marsili

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